nella notte

(per la serie )

nella notte
ch’è come morirsi addosso,
seppellirsi di sotto del proprio stesso cadavere
propio
vi son accanto, blogformisti,
a morir un po’ di meno
(po’ con l’apostrofo)
giusto per sentirvi meno soli
le notti che vi tocca miagolare
tipo come avanzi di comare
rimaste senza peyote da fumare
e un poetry slam da sindacare
male
ché due poesie son poche
e le altre che si posson dire
poi
no’ mi dite ‘ son troppe
in sovrannumero
più che altro
più per l’altro
  arbitro giudice

(pausa)

m’è che la popolazione di poesie
  mondiale
va sul morendo andante a male
così perchè non darci dentro con brio
anche solo in certi eventi fortunati
  compresenti d’un certo pio voce
    ‘ccompagnati
e la mia gola truce a versificare
come di strafòro
  d’una musica
‘ppoggiata sbilenca sapida
  (nella notte)
     tipo coro
(sipario)

messo giù da bravuomo il 11 luglio 2004 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“sì, noi siam quei che bevono sopra la media, ma siam anche quei che si guardano per bene negli occhi, brindando, e a forza di farlo finisce che siam capaci, noi, di guardarle negli occhi sempre, le persone.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme