terremòtati
terre mutate
mariti màrtiri mutuati (poco)
a tratti tremanti
e ‘ miei tremiti
di tra i denti
giovannino il camminatore
ne i bicchieri tradenti
voglie sorpassate
scassate di crepe
mai appartenute
al soffitto, mio,
dopo di là stanotte
nel letto sfatto e fritto,
col nostro moto perpetuo, amorette
(mogli)
mie
“il fatto non è rovinarsi la vita oppure no. la vita, prima o poi, vi si rovinerà comunque. io, di per me, continuo a berne di spòlpafegato, almeno, alla fine, la vita me la sarò rovinata per i fatti miei.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme