Archive for febbraio, 2005

napoli

feb 28 2005 Published by under ripostiglio

napoli è una sagoma
e il treno
     cioccolato geometrico

ho scarpe slacciate
 le due di notte
  cose cose da rivedere
(noi che si scappa di tra carrozze)
(mozzarelle)
e locomotive indietr’avanti
  coi sommi sonni da intrattenere
 messi da parte ‘ formichiere
per poi starsi a lamentare
di vacc’ubriaca illeggibili calligrafie

la malinconia
  l’ha sempre vinta lei

(allora s’ha più solo da contarsi
 e partire)

Commenti disabilitati

ho vist’un film e lett’un libricino

feb 23 2005 Published by under ripostiglio

“the corporation”

allora ho deciso. ho preso in mano la situazione e mi son messo in moto.

ho brevettato la scoreggia.
in 78 paesi nel mondo.
il WTO me lo permette.
tranne la scoreggia silenziosa (e puzzolente) e quella sorda (nel senso del rumore). non son state giudicate sufficientemente innovative (leggi: commercialmente sfruttabili).
quindi, ogni volta che ne mollate una ora mi dovete le royalties.

con i miei più stretti collaboratori, il direttore marketing Mario Stronzissimo e il copywriter Ermes Sfruttabimbi, stiamo lavorando al brevetto del rutto.

poi passeremo al colpo-di-tosse(TM).

(che bello il commercio mondiale organizzato dagli stati uniti)
(stati uniti, chè l’america e gli americani sarebbero anche tutti gli altri che stanno sul continente, da polo a polo; ma pure l’antonomasia gli han rubato)

Commenti disabilitati

feb 21 2005 Published by under ripostiglio

mancanza di vicinanza
    ‘ telepatia di gomiti
  ho

(quest’è no per voi)
(‘videntemente)

Commenti disabilitati

i titoli son per i senzaddio

feb 18 2005 Published by under ripostiglio

son una persona di merda.
(si può chiederlo, ‘n giro)
soprattutto quando si vede, che son bevuto.
ubriaco.
molesto.
incapace di intendere.
di volere.
di scopare.
(no, di scopare, pare, son comunque capace, anzi, paradosso, duro di più)

volere è volare. (maurizio nichetti) (o suo cuggino suo cuggino)

poi, bastràdi, anche se se lo merita solo barbara stradi, a quanto pare, l’appellativo, o non ricordo più cosa di preciso, ma magari anche no, allora, prendete e comperate un fottuto libro che costa troppi quindici euri, la trentamila per la miseria, trentamila solo un tomo di microbiologia clinica applicata ai mesanteri fosforici delle nonne bastràde, per la cazzo di miseria nero fumo di bardolino, la trentamila. per la miseria. cazzo.
‘munque. ilja qualchecosa di pietroburgo. un libro rosso di sangue. il titolo, lo so mica più no. (ve lo dico nel doposbronza) (forse)

muliera! oh! muliera!
scrivo come un dannato.
(come d’annata, dispari, e la luna crescente)
   e si tira il vino dalle damigiane imbarbarite, mica bàrricate,
barricate,
  il sessantotto, il sessantanove. muliera, mica sarai confusa, hai capito benissimo cosa voglio dire, esatto, versamene un altro, di aranciata, spremuta, più.
(e rileggetevi burgess)

riguardatevi barry lyndon.

stronzàcci.

(e la vita, il bello, è solo darci dentro di raccontarla)

(poi arrivo, direttore, faccio che vengo, panzuto, fin giù da lei, con la sua musica di per su le orecchie, cantante di swing, troie, fiori e gatti, e magari mi ci metto pure dentro un vincent di vecchioni, ché questo mondo non si meritava un uomo bello come te)

prendo il treno per raggiungerti, direttore, e lo so che son bevuto, ma me ne importa un fico secco, la scrittura è quel che mi vien di dentro verso l’infuori, il caldo che sale, mica il caldo che scende (la cacca), e la scrittura è la cosa più d’importante che c’è, la scrittura, direttore, e noi lo si sa a memoria, imparato all’elementari, e via dicendo, tra di noi, mica si va ‘ ripetere

cerco riparo
nella vita immaginata
o solo
scritta
dimenticata
per caso
portat’appresso
sbandata
scritta di dentro di un cinema al buio
(quindi malandàta)
noi di quei che siam solo alla ricerca sfrenata
di qualchedun che ci dica
di sottecchi poi
solo
“scrivi ancora
fai che scrivi ancora”

(keep on writin’)

e (come dire)
ricordate la mollica di pane
(trangugiatela)
la mollica di pane
morbida e assorbente
ricordatela per bene
(prima di bere a bizzeffe)
 e fidatevi no delle donne che non san muoversi
 a tempo
  a merito
  a passo di vanto di tacco alto di reggipetto altro
meno numeroso

cerco riparo
nella vita (immaginata)
(ma lo so
  ‘ ci son musiche migliori
    di qualunque immaginazione)


[qui ne comincia un'altra]

(mi sento)
il cervello come un metro di sopra della testa
mentre mi concentro per scriver poesia
ché voi manco sapete di cosa dico
(rileggete sanguineti)
o indossate perizòmi
allo specchio,
il sabato mattina, che nessuno vi guarda,
vi guardate, la mattina del sabato, ma nessuno vi guarda,
e interrogatevi
sulla marca del perizoma che indossate
s’avete la vagina femmina
s’avete il pene maschio
s’avete tutt’e due
o che
s’avete perso la speranza nel futuro migliore
e la pensione aumentata di due lire
in croce
e lo stipendio abbottonato al duemil’edue
ma vomitate mai controvento
’scoltate solo musica sotto vetro
spinto
messo nell’obitorio dei sentimenti sottomèssi
vulcanosi di brufoli pieni di pus
cagosi come la mia persona
 che sono
pussolenta
incrostata d’autobùs

Commenti disabilitati

sto cominciando a dimenticare

feb 13 2005 Published by under ripostiglio

sto cominciando a dimenticare le facce e i nomi delle femmine con cui ho scopato almeno una volta.
il fatto è che siam sotto la decina.
tipo come bukowski, che ha dovuto aspettare i cinquant’anni per mettersi a scopare seriamente. diverse femmine, magari qualcuna insieme ad altre.

non ne posso più della mia identità.

dovrei rimettermi a scrivere. indecenze come una volta, come i fottuti vecchi tempi. generare altra merda d’aggiungere al merdoso mondo. e fare un figlio stronzo. dovrei rimettermi a scrivere di come si fa un figlio stronzo, nella melma del mondo melmoso. e bere di più. smetterla di non bere.

spero nella terza guerra mondiale. io di per me me n’andrei a meditare sul monte sinai, casomai ci ritrovo l’arca, l’alleanza e la p2.

tutti voi figli di quella puttana di san valentino.
san valentino, la meglio cosa, è la strage.

spero nelle stragi e nelle bombe a orologeria.

io mi dimentico le femmine con il pelo non rasato, quello me lo ricordo, mi ricordo la puzza di fica post mestruo, ma non mi ricordo il nome o la faccia.

voi bastràdi, non ve lo meritate neanche, l’appellativo onesto e bonario di bastràdi, voi stronzi figli di un galeotto e del suo compagno di cella, vi siete scordati di dove vi trovate. non avete rispetto per niente. cagate sul mondo. vi riempite la testa di merda uno con l’altro.

poi, giusto per non esser catastrofico stile apocalittico, a me piaccioni i rifiuti. quando quella di cui non mi ricodo la faccia, figuriamoci il nome, le ho cercato di annusare la fica, mi ricordo giusto l’odore della fica, poi mi ha dato un ceffone, m’almeno le tette gliel’avevo spremute un pochetto prima.

succhiacazzi ce n’è più no. solo più i trans son capaci. e certi governatori.

siete senza la memoria. porcammerda.

Commenti disabilitati

quindi

feb 06 2005 Published by under ripostiglio

quindi trappoco passo a wordpress 1.5+betagammalamerotanti.

quindi non funzionerà più un cazzo.

quindi la sarà finita una buona volta, diceva celine.

quindi fottetevi.
qualcuno.
(così, per festeggiare)

bastràdi e bastràde.

Commenti disabilitati