mi scrive l’amico vincent

(per la serie )

mi scrive frenetico e mi dice

< è tutto un gioco>
salivare divertito
ma a tratti compiaciuto

< è tutto un gioco>
il ridere irriverente
che mostra il dente
che morde  cervello
e che dice:

< è tutto un gioco>

e domani al risveglio
      fetta biscottata
e ricordo di saliva.dimenticata.

chiaramente a me piace molto
“saliva.dimenticata.”

(saliva punto dimenticata punto)

e ai suoi solleciti io rispondo che

bisogna scriverne poesie
che poi si migliora, con il tempo.

  (scriver è com’ il vino)

invecchiare, si può no, farne a meno.

raduniamoci nello scrivere,
 stiam insieme
   nello spazio poetico
 più che in quello geografico

e viviamo adesso
tutto quel che c’è da vivere
[sì però, questa, me la capisco da solo]

grazie, vincent.

(d’altronde, penso che il governo berlusconi debba dare le dimissioni)

messo giù da bravuomo il 30 marzo 2005 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“i romanzi si scrivon di mattina, quando nei fumi del doposbronza, a tratti, riacquisti lucidità. le poesie di pomeriggio, quando birre e vino e negroni son lì dentro di te a cavar fuori budella, sangue rappreso e coglioni. e se scrivi di notte, se scrivi di notte, ben', vuol dire che 'on sei per locali a bere.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme