Archive for marzo, 2005

pomeriggio nulla pallido

mar 15 2005 Published by under ripostiglio

pomeriggio nulla pallido m’incammino sulle ruote ferrate, sapientone, del tram numero dieci, via verso l’appuntamento più bestiale della mia carriera di scrittore.
io che volevo far carriera in niente, e stavo per farcela, con tutte le volte che m’ero autosabotato. invece niente. la fortuna aiuta gli autolesionisti, ‘desso.
cosicchè allegro e carico, per aver prebevuto una dolce bottiglia di bardolino, o due, col serbatoio mezzo pieno, e mezzo no, fermo il tram di con un dito e mi ci carico sopra, tutto il mio grosso animale peloso che sono, mezzo peloso mezzo no. i due mondi che vedo davanti appena un poco disappaiati non m’impediscono di scrutare il noioso star seduto della città pomeridiana, crogiuolo d’ambulanze lente e spente, gonne corte sopra ‘l ginocchio, monumenti ai caduti, coincidenze.

è che l’appuntamento mi sa che lo faccio slittare, lo faccio saltare, lo faccio a fettine, l’impasto o lo scarrozzo a va’ ‘n quel posto e non ci vado, insomma.
  meta il capolinea.

non si può avere tutto dalla vita. il talento e il successo. la ricchezza e la povertà. o uno o l’altro. o una o l’altra.
meglio un povero di talento o un ricco di successo?
(se è questo, il problema, io m’addormento, qui, ferrato e calmo, vedendoci doppio e saltellando d’in sul posto, a sedere, triplo salto mortale, e nulla pallido)

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robe da segnarsele

mar 09 2005 Published by under ripostiglio

Walking through the room together
In suspended animation
No one saw us go, no one said goodbye
But in my heart I leave
Great expectations
That you will find the answers
To your questions
And that life will once more
Be a celebration
And that you will be touched by an angel
And that you will be touched by an angel
And that you will be touched by an angel

(Stevie Nicks, Touched By An Angel)

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feste comandate

mar 08 2005 Published by under ripostiglio

donne!
fottetevi
(tra di voi)
ch’io mi ferm’a guardare

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trinità

mar 08 2005 Published by under ripostiglio

tre trottrole
son transitate tràppole
(finalmente)
nel trionfo tritonico
con tremule dita
fin nei troni trasparenti

tre trotine tropicali
  trepidanti di traverso
   (d’universo)
trio in ne il triviale mondo
  tradotto
  m’è no tramonto
è tramestio
è tripudio
è transustanzazione
è trentamilioni d’ore davanti
è trastullar trenini
  trampolieri
   trémiti tristi
    truci triceràtopi
  trame di tranquilla poesia

(a pietro guia e sofia)



aggiunta di strelnik:

“s’apra piano e subito il mondo intorno
a pietro, a guia, e a sofia

e che la terra nostra lì saluti tutta tremante
rispettosa e ingenua come lo sono gli uomini e le donne quando nascono

e che ogni persona possa sentire una voce dentro che gli dica di
spostarsi un poco
e rinunciare a una fetta d’egoismo
per accogliere chi arriva e ha bisogno di tutti noi.
come poi dovrebb’essere sempre e anche dopo che si è nati.”

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paco ignacio taibo II

mar 07 2005 Published by under ripostiglio

fantastico intervento di paco ignacio taibo 2 ieri sera a parla con me con la dandini.

quando ha parlato di letteratura e critici e aristocrazia (e chi l’ha visto sa) ho goduto di gusto, smettendo il cinque contro uno, come dicono a londra, alla faccia dei tiziano_scarpizzati e tutti i sostenitori del guardiano della soglia.
(che ci saran rimasti con un palmo di parnaso)

eh eh.
(ih ih)

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imperativi

mar 03 2005 Published by under ripostiglio

scriver poesie a ritmo di reggae

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dico grazie a effe che mi cita

mar 02 2005 Published by under ripostiglio

io stavo sopra di un treno nella notte, nelle due della notte, e c’era nello scompartimento mio solo una tipa talmente taciturna che mi peritavo di disturbarla anche solo pensando una frase, la, così presi e me n’andai fuori, nella notte delle due e cinque, a prendere il freddo del vetro del finestrino dell’espresso che mi portava a napoli, con in tasca solo la voglia di riveder certe facce mosche con mille occhi, sentire certe voci api pungenti, darci dentro con il negroni, forse. (poi è successo no).
m’avevo nella mano sinistra una bottiglietta piena di roba da bere. ok, era la seconda, giusto per non trovarsi sguarniti una volta giunti di tra fuorigrotta e mergellina.
e fu dopo una serie più o meno lunga di sobbalzi di treno delle due della notte e dieci, undici, un numero di sobbalzi qualunque, fate voi, basta che siano in proporzione aurea, nella testa mi balenò la frase napoli è una sagoma. non mi preoccupai del pensarla forte e di ripeterla urlata nella testa disturbando la tipa dello scompartimento mio, chè tanto l’avevo chiusa dentro, a soffocare di caldo e odor di calzini puliti.

(
senza contare che com’ha scritto mrdp, cito:

la poesia è come prender appuntamento con un amico ch’è già morto. è andar sul posto dell’appuntamento e aspettarlo. la poesia è lamentarsi del ritardo dell’amico. ma poi la poesia è vederlo arrivare e perdonarlo, dargli una pacca sulla spalla e dirgli: dov’eri finito brutto balordo?

)
nel delirio mistico dello scriver di e con e nella e la poesia, misi mano all’aggeggio detto cellulare, giusto detto così ch’è quel che ti porta in nella prigione della reperibilità, così aggiunsi qualche altra parola, parolina, paroletta, e impacchettai il tutto per chi m’avrebbe ritrovato sott’o vesuvio nevoso. come dire: arrivo. sto arrivando. son io. son il suonatore di tromba, di trombetta da battaglia. m’annuncio. son arcangelo. annunciaziò, annunciaziò.

(com’ad allestirmi il palcoscenico
tipo un luzi della ribalda
e parlerei tipo in romagnolo
(‘ saperlo farlo)
ma ‘l tarlo scopaiuolo
getta sagome di bretagna
mossi da i piedi scalzi moribondi
al profumo di lasagna…)

e ne mandai copia ad effe.
che gli dico grazie, se io adesso sento scorrer un certo sangue caldo di tra la letteratura in questo paese dimmerda, in questo stato senza libertà d’espressione, in questo mondo ch’è solo importante il commercio, e io, ‘ fare la puttana, mi va anche bene, ma di nelle case di tolleranza, o al limite in appartamento signorile, che per la strada battuta da tutti vi ci lascio voialtri, ‘ massimo vi porto un copertone da bruciare.

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