sono la zecca
a te azzeccata
quella giusta
(quella aggiudicata)
dopo tanto trafelare
dopo tutt’il trapelare
di voci schianti bugie inganni
foto segnaletiche
di barbagianni
così mi guardi salmistrata
dici torbida e sparita
che la poesia è un grande abbaglio
scambiar la luna per un portabagaglio
o un limone per la luna
doverlo spremere, ancora portasse fortuna
poi la fortuna è trovar l’amico
scolorito stanco un po’ appassito
e non restar insetto inetto
scriver appena qualche parola
(raschiata a forza di dal fondo della gola)
adatta per turare un buco
le metto una in fila all’altra
(e lo saluto)
non ti ho dimenticata tutta
solo un attimo, di plastica
(lo so, non si ricicla)
e cambio ritmo
strazio e intenzione
chè son trattenuto da certe checche
pioggerelle acide
lava-via-zecche