sono la zecca

(per la serie )


a te azzeccata
  quella giusta
 (quella aggiudicata)
  dopo tanto trafelare
  dopo tutt’il trapelare
di voci schianti bugie inganni
foto segnaletiche
  di barbagianni

così mi guardi salmistrata
  dici torbida e sparita
che la poesia è un grande abbaglio
scambiar la luna per un portabagaglio
o un limone per la luna
 doverlo spremere, ancora portasse fortuna

poi la fortuna è trovar l’amico
scolorito stanco un po’ appassito
  e non restar insetto inetto
  scriver appena qualche parola
   (raschiata a forza di dal fondo della gola)
 adatta per turare un buco
   le metto una in fila all’altra
  (e lo saluto)

non ti ho dimenticata tutta
  solo un attimo, di plastica
   (lo so, non si ricicla)
e cambio ritmo
  strazio e intenzione
 chè son trattenuto da certe checche
  pioggerelle acide
 lava-via-zecche

messo giù da bravuomo il 15 aprile 2005 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“il fatto non è rovinarsi la vita oppure no. la vita, prima o poi, vi si rovinerà comunque. io, di per me, continuo a berne di spòlpafegato, almeno, alla fine, la vita me la sarò rovinata per i fatti miei.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme