una buona antologia – prima parte
una buona antologia della letteratura recente dovrebbe avere come sottotitolo uno strepitoso cheppalle. ma non c’è da stupirsi. è ovvio che sia così: la letteratura, è morta.
e la poesia è morta.
il rock è morto, la musica è morta.
la pittura, la scultura, l’architettura, sono morte.
il cinema è morto.
grunge is dead.
in una parola, l’arte, è morta.
siamo al capolinea. e calpestiamo cadaveri.
viviamo in un periodo in cui gli stili e i generi, letterari, musicali, e quel che volete, sono proliferati a dismisura, son diecimila e più. persino le preferenze pornografiche (come ho provato a dimostrare in passato, e dovrei aggiornare tra l’altro) sono diventate centinaia.
solo che è sempre la stessa roba.
una gran mistura melmosa indistinguibile di rumore bianco.
qualcuno potrà obiettare: l’arte non è morta, è solo agonizzante, è finita dentro una puntata di ER: libera!, il polso è debole, libera!, da quanto la stiamo rianimando? 42 minuti. ok, interrompiamo la procedura. ora del decesso 17.23.
abbiamo fatto il possibile (ci siamo accaniti più che abbiam potuto)
il fatto è viviamo in un mondo dove non si può morire. non si deve morire. alti guai a chi muore!
solo i ragazzini ci possono cascare più.
con la letteratura come con la musica: sono i ragazzini che alimentano il mercato. pensano di fare un’originalata a comperare i blue, solo perchè non sann’un cazzo dei take that. britney spears? è solo una debbie gibson 4.0. (4.0.2 da quando s’è ritoccata il nasino).
nella musica, come nella letteratura, in realtà sentiamo sempre lo stesso ritornello.
(è una bella ammissione in fondo. l’arte non può che essere sincera. tipo un rutto a fine pasto sotto una pergola toscana, d’inoltrata primavera, chianti, compagni e fratelli, sorelle e donnine, e un john fante pronto ad aspettarti mezz’aperto nel cesso)
il problema sono i soldi ovviamente. cioè una certa mancanza di scrupoli nel ricattare la gente: questo passa il convento, prendere o lasciare.
io non compro roba su iTunes Music Store perchè non ci sono le ultime canzoni di Moltheni (e nemmanco le prime, s’è per questo).
capite?
lo vedete il ricatto?
se io comprassi musica scegliendo unicamente da quel negozio lì, sarei già bello e panato.
noi si pensa di avere molta scelta, ma in realtà abbiamo solo la scelta nella selezione che qualcun altro ha già fatto basandosi su criteri puramente economici, che producono conseguenze aberranti, tipo il povero capossela che avendo pronto un album nuovo non ha potuto pubblicarlo perchè la casa discografica ha voluto prima far uscire una raccolta “the best of” con un paio di inediti, oppure il caso di george micheal che per cinque anni non ha potuto cantare e produrre dischi nuovi perchè aveva cercato di cambiare etichetta…
(non è un caso se le cose migliori le trovi via “tam-tam” o “passaparola”)
ma i ragazzini comprano solo la musica che vedono in tv, per la maggior parte. son già tutti belli e panati.
diffidate di tutto quello che vi raggiunge non richiesto: lo spam, la pubblicità, i volantini nelle buche, le telefonate dei venditori e dei sondaggisti, i libri impilati all’ingresso della libreria. diffidate di tutto quello che non siete andati a cercare.
le cose perchè abbiano un valore bisogna andarsele a cercare.
ma allora io dico: ma perchè chi scrive musica non ce la passa via internet dal suo bel siterello? la tecnologia c’è. se si può fare perchè non farlo? ah già, i soldi.
l’arte è una questione di soldi.
c’è tutta una malafede intorno a questa roba. io glieli do volentieri 10 euro a moltheni. o ai “la camera migliore”. perchè invece devo essere considerato un ladro se voglio ascoltare una loro canzone? dovrebbero essere contenti. se faccio musica vorrei essere ascoltato il più possibile. se scrivo vorrei essere letto a strafottere.
(tra l’altro se vado in giro per negozi non trovo certo i loro cd. come faccio? vado ai concerti? ma questi non vendono quindi niente concerti. ma a me piaceva la loro musica. e adesso?)
perchè non mettono online le loro canzoni, sotto creative commons per esempio, insieme a un pulsantino che mi permette di fare una donazione? io glieli do volentieri ’sti soldi. (c’è chi è diventato milionario a forza di un dollarino alla volta)
però attenzione: non è una compravendita. non sto acquistando un prodotto. sto supportando una band che mi piace, che voglio continui a produrre e suonare musica. che è una roba diversa.
l’arte non è una questione di soldi.
(presto vi tedierò con la seconda parte)