liberazioni.

(per la serie )

oh, dio, o chi per te, o chiunque tu sia, o qualunque cosa sia, se esisti, o no, se ci sei presente, o anche meno, se sė, se no, in ogni fottuto caso, tu, liberaci dal male, dai. anzi, no, fatti i fatti tuoi, sia che esisti, sia che no, sia che via-di-mezzo, sia che sfumature-di-grigio, in ogni caso, stanne fuori, che dal male o anche solo da un doposbronza, una resaca, ci liberiam da soli, come abbiam imparato ‘ fare, di tra ‘ nazisti e fasci, sessantanni fa, ma spesso ci dimentichiamo.

e oggi pių che mai andate a visitar’ il fratello e malciko e toscano e bevente e nomāto strelnik.

messo giù da arsenio bravuomo il 25 aprile 2005 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“i romanzi si scrivon di mattina, quando nei fumi del doposbronza, a tratti, riacquisti luciditā. le poesie di pomeriggio, quando birre e vino e negroni son lė dentro di te a cavar fuori budella, sangue rappreso e coglioni. e se scrivi di notte, se scrivi di notte, ben', vuol dire che 'on sei per locali a bere.”
maximilien roccam de pasteur, parolāme

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