siam bastràdi
viviam di dentro a cert’armadi
siam tipo scheletri
di meretrici
saltiamo fuori ghignanti
dalle vostre lavatrici
con su le maschere al pomodoro
rosso sangue
giochiamo col traforo
penzolante
e no’ portiamo mai mutande
nelle notti ch’è troppo chiara
la luce di luna + città
ce ne stiamo rintanati
nei tiretti sott’ai letti
oppur’ in strascichi di cuori
di donne buttate molli e aperte
su divani in pelle umana
siam l’agonia
dell’asfissia
siamo mostri sotto soli
all’ozono, in vacanza
pisciam nei pressi
della torrida incuranza
siam bastràdi
scriviam con mastici
malciki e classici
con le tarme di fra le mani
(e le usiamo tutte quante tre
una per la penna
una per la sega
una per la condanna
all’ergastolo immobiliare
e pratico
sul limitar dello strutturalismo romantico
sull’imitar una vecchia zia
zitella che spadella
sputacchia
spazza via
sposa infine la sua propria frenesia)
siam fumanti di tabacco e cenere
inseguiti lividi
su macinini
da tutta la poesia lasciata scappare celere
dietro le spalle
dileguantesi
stile rifatte ninfette in bikini
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