siam bastràdi

(per la serie )


viviam di dentro a cert’armadi
siam tipo scheletri
  di meretrici
saltiamo fuori ghignanti
  dalle vostre lavatrici
con su le maschere al pomodoro
  rosso sangue
  giochiamo col traforo
   penzolante
e no’ portiamo mai mutande

nelle notti ch’è troppo chiara
  la luce di luna + città
ce ne stiamo rintanati
  nei tiretti sott’ai letti
  oppur’ in strascichi di cuori
    di donne buttate molli e aperte
  su divani in pelle umana

siam l’agonia
  dell’asfissia
  siamo mostri sotto soli
   all’ozono, in vacanza
  pisciam nei pressi
 della torrida incuranza

siam bastràdi
  scriviam con mastici
malciki e classici
  con le tarme di fra le mani
  (e le usiamo tutte quante tre
   una per la penna
  una per la sega
una per la condanna
all’ergastolo immobiliare
e pratico
sul limitar dello strutturalismo romantico
sull’imitar una vecchia zia
 zitella che spadella
  sputacchia
  spazza via
   sposa infine la sua propria frenesia)

siam fumanti di tabacco e cenere
  inseguiti lividi
    su macinini
  da tutta la poesia lasciata scappare celere
dietro le spalle
  dileguantesi
 stile rifatte ninfette in bikini

messo giù da bravuomo il 28 aprile 2005 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“sì, noi siam quei che bevono sopra la media, ma siam anche quei che si guardano per bene negli occhi, brindando, e a forza di farlo finisce che siam capaci, noi, di guardarle negli occhi sempre, le persone.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme