Archive for aprile, 2005

sono nel sonno

apr 07 2005 Published by under ripostiglio


assommo sonni
 differenti,
uno di sopra dell’altro,
  sonno a cipolla,
 ma non piango,
  dispero no.

quando mi sveglio la mattina ch’è presto,
 mi scaldo caffellatte fragrante,
  appena tiepido,
troppo caldo no,
  sono nel sonno.

quando ti ho detto
il mese prossimo ti amo,
questo no,
ero no, nel sonno,
ci ho il sonno a intermittenza.
  lampeggio, semaforico che non son altro
con un certo criterio.

quando si scopa poi
   è verde e rosso
  insieme.

sono nel sonno
  il supermercato sopra di me
 sentimenti in saldo dentro di me

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forrest gump

apr 06 2005 Published by under ripostiglio

falcia il prato seduto sopra una macchinina tosaerba.
per uno che “corri forrest corri!” mi sembra un controsenso.

e “il più bel regalo che puoi ricevere al mondo” è poi uno spot.

(forrest gump c’ ha fregati pure lui)

(d’altronde, penso che il governo berlusconi debba dare le dimissioni)

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non sopporto di

apr 06 2005 Published by under ripostiglio

vedere che sul mio sito si parli di quel là.
bisogna di ignorarlo, tipo come alle medie che c’era un mi’amico soprannominato “rifiuto umano” e un giorno lo facemmo piangere perchè prendemmo tutti a ignorarlo, lui ci parlava e noi “sento puzza di rifiuto umano” senza guardarlo in faccia, come fosse invisibile.

rifiuto umano. gli chiedo scusa, ‘desso, so che non serve a un cazzo, se mi legge.

scusa.

(d’altronde, penso che il governo berlusconi debba dare le dimissioni)

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ban(d)ana dai capelli rossi.

apr 06 2005 Published by under ripostiglio

se avete avut’occasione d’auscultare faccia de plastica sulla televisione ier sera, e non avete vomitato tutta la notte, stamattina avete potuto magari sentire i primi commenti sul “fatto incredibile”. la cosa veramente incredibile, però, mi è parsa a me che uno di questi commentatori su La7 si è permesso di dare del “coraggioso” all’imbranato dai capelli rossi perchè ha fatto irruzione nello studio di ballarò e si è seduto dando il lato destro alla telecamera che lo inquadrava. il suddetto commentatore ha fatto notare che in genere si fa inquadrare dal lato sinistro, il suo profilo migliore. invece, seraficamente e coraggiosamente, il premier delle mie ghette sbottonate, si è seduto porgendo la guancia destra. davver’ incredibile.
(e li avete notati la suggeritrice e gli applauditori a libro paga seduti dietro?)

ma non voglio parlare del cumulo di boiate che ha poi sparato, chè mi fa venire in mente una metafora calcistica del difensore che ogni volta che batte un terzino fa autogol poi va dall’arbitro e dice non sono stato io, m’hanno spinto, ma nello stesso tempo corre verso la panchina urlando gol come s’avesse segnato per la sua squadra.
insomma è un po’ confuso il signorino. o meglio: scollegato dalla realtà in maniera imbarazzante. [appunto mentale: chiedi alla tua amica psichiatra come si chiama questa patologia]

il perché non si confrontasse in diretta con qualcuno da dieci anni, o nove, dipende che telegiornare seguite, è palesemente ovvio: non ha un’idea nella testa, propio. ogni volta che improvvisa (leggi: non recita una frasetta imparata a memoria) si fa autogol.

ma non voglio manco parlare della faccia piaciona di rutelli, che tutto goduto ha però dato fondo al mascara pure lui, e ogni volta che apre bocca me mi vien un principio di svenimento, co’ tutte le premesse e contropremesse e cautele e stracazzi (ma di una cosa, perlamiseria!).
e non voglio manco parlare del d’alema brizzolato pure nei baffetti, che un ragazzino come capelli-rossi se lo mangia a colazione scrivendo un saggio sul contro-controriformismo con l’altra mano, ovviamente, epperò continua a non suonarmi simpatico visto che quando poteva…

‘ me ’sta gente mi fa venire il nervoso, peggio dei bigliettini che fabio volo dà da leggere ai suoi ospiti de lo spaccanoci alla fine delle interviste e loro ridono di gusto e tu non sai perchè. ma peggio. sapete quel nervoso da spaccare qualche cosa che ti capita fra le mani. scagliare qualcosa contro un muro contundente che sbricioli disintegri l’oggetto scagliato.

i’ son buono no, ‘ far discorsi. c’è chi è più bravo di me.

en passant io propongo: niente pensione per parlamentari e alte cariche dello stato. fai il lavoro a servizio dei cittadini (bisogna un po’ anche crederci, insomma, tipo una missione), per cinque, dieci anni al massimo, poi ti levi dalle palle e ti rimetti a fare il lavoro di prima. che pensione e pensione? invece di vendere i beni dello stato, si dimezzasse lo stipendio, ’sto governo, chè tanto ’sta gentucola non muore certo di fame, come invece fanno o sono sull’orlo di farlo, la gran parte del “flusso” elettorale che gliel’ha messa nel ciurlo ultimamente.

ovviamente non son qui a proporre soluzioni economiche. son qui a rilevare il lato poetico di tutto questo balletto:

  senza
   vergogna

(d’altronde, penso che il governo berlusconi debba dare le dimissioni, ora più che mai)

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questo post non serve a niente

apr 05 2005 Published by under ripostiglio

tranne a me per vedere se con del testo fitto fitto come viene questo template che mi sta facend’incazzare come una bestia e vorrei che esistesse un editor che mi permettesse di posizionare come cavolo mi pare a me i box sulla pagina e poi i calcoli del css se li fa lui, cazzo di informatici dimmerda programmatori del cavoletto di bruxelles e son un po’ felice che le facce-da-ciurlo se le son presa nel ciurlo regionale e sproporzionale e rammendato e esiste di nuovo la democrazia cristiana??? anche se lo sanno anche i bambini piccoli che non se n’era mai andata ma ricordate che i cattivi vincono sempre mica come nei telefilm americanastri o nei film ollivudiani (non ci ho voglia oggi d’esser preciso nelle parole straniere, così spello la parola e la italianizzo, ci cospargo parmigiano presto detto presto fatto, ollivud) e spero che basti come fitto fitto testo a caso e non ve n’uscite con la storia di sofia lorem ipsum che io mica ho fatto il liceo, istituto tecnico ho fatto io, all’epoca c’era ancora una materia denominata “aggiustaggio” dove ti obbligavano a mettere una tuta da metalmeccanico e limare degli assurdi pezzi de fero, con precisione, a mano, micrometrica, cosìcche tu dell’istituto tecnico, sottoproletario urbano e/o incivile, lo capivi già a quindicianni che ti sarebbe toccato di fare l’operaio, così quando dissi a mia madre, odiando quella scuola siffatta, mi serve una tuta metalmeccanica, mi guardò delusa e mi passò uno dei tutoni blu che a mio padre non andava più.

(d’altronde, penso che il governo berlusconi debba dare le dimissioni)

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