giù da questa ciucca

(per la serie )

del sabato
 c’è l’odio
 per certe cose che vi vado (fors’) a dire
ma prima i sollazzi
ch’enumero nel novero

del gin addizionato al succo di poche arance
  tinteggiate e sante
 e certe parole immortali
d’Omar Kayyam

(desidera poco del mondo e vivi contento e sciogli ogni vincolo con il bene e il male del destino. prendi in mano la coppa e le ricciute chiome di una bella che presto questi pochi giorni passeranno e non saranno qui più)

guardando d’in nello specchio e mi ci vedo
abbandonato
  tipo torn’a casa lesso
alla ricerca della prossima birra
(dov’è la prossima birra? dove l’avete messa? portatemela subito!)

passand’ il tempo al telefono
  con qualcheduno di scrittore occasionale
 di sopra del livello del normale
  a scambiarci aforismi di forma inguinale
 tutti i sacrosanti giorni
senza manco credere in un qualche dio in particolare
  con tutto che
   qualche maleducata che mi chiama
   blogger d.o.c. da strapazzo
 (e io posso adattarmi a quella sigla solo come
dominato ossessivamente dal cazzo)

lasciando un ultima gollata di negroni
da dar giù al termine della notte
  ch’è fonda
  e con la prolunga
e anche questa volta
  è finita, via.

messo giù da bravuomo il 12 maggio 2005 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“la letteratura e la poesia son poi i resoconti di alcune costanti in un uomo che scrive perché non ha altro per le mani, tipo una maledizione, un mestolo, o un certo non so che di elegante.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme