t’arrivan’ alle spalle
con capelli cangiati
neri corti
gonne rosse
occhi lucenti
e le riconosci mai no
son donne di mare
(uo uo uo uò)
d’accento genovese
strisciato come di quei certi giorni
del mese
affittano locali cani e tavolate
per festeggiar compleanni
maremòti
compagnie indiavolate
ti dicon’ che non scrivi più
di femminàcce
signor scrittore delle mie scarpacce
ti stracolmano di complimenti
e testate dentro i monitor
a legger ‘ miei componimenti
stai a guardarle di lontano
minuti intieri
dondolare con la mano
che imbraccia sigarette mai fumate
e ce le vedi le nostalgie sperticate
da lungo viaggio
di rotte inseguite e dure
fin dentro un certo oltraggio
fai che le corteggi di bolina
scroccando quelle sette
dieci birre
e una sentìna di riparo
dentro que’ loro grumi agli angoli
degli occhi
che se li tocchi
senti la clamorosa acredine
e ti dici
sarà malinconia di corteggiatori naufraghi
(sarà salsedine)
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