che sia la prima e l’ultima volta,

(per la serie )

diceva mia nonna quando marachellavo, che sia la prima e l’ultima volta che ti vedo fare una cosa così.
cari rompicoglioni tutti, vi dico breve e greve ch’ io ho mille libri, che non li compro più, i libri di carta, che non devon più esistere, son roba superata, e non ci ho l’affetto per l’oggetto io, semmai per quel che ci è scritto dentro, il supporto m’interessa no, che adesso sto leggendo bertrand russell, perchè io non sono cristiano, perchè io non sono cristiano.
stronzi.
cosa volete che vi consigli di legger: fate che pigliate e andate a cercar nelle librerie remainders o checcazzo ne so, le tre opere di Maximilien Roccam de Pasteur: parolàte (del 1984), nonamore (del 1985) e l’ultimo parolàme (del 1992). e se non li trovate andate a dire grazie alle leggi sul copyright, alla siae e tutti gli altri bastardi che guadagnano intermediando e bloccando la diffusione della cultura e delle idee…

(e piantatela poi anche voi di comperar libri, per farli ‘muffire su di nelle librerie e sopra i monitor, salvate un albero o due)

qui, nel buco nero di santantonio, non si passano palle. si sprangano, le palle, semmai. qui. nero buco.

messo giù da bravuomo il 07 luglio 2005 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“constato che quella parte di vita organica sulla terra che si vanta con gli amici di essere l'unica intelligente, ovvero l'umanità, non si accontenta di dare di matto un po' qua e un po' là, no, quando pensa sia giunta l'ora di far partire l'embolo lo fa contemporaneamente su tutto il sacrosanto pianeta. bravi.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme