sedermi e sentirmi
scompagnàto
come tipo calzino sperduto
senza fratello
vorrei che di voi due foste qui
individualmente
ma non insieme contemporaneamente
che appariste e scompariste
in mutua esclusione
di colpi
di scena
(appare uno, scompare l’altro, per dire, o viceversa)
manco fossimo una trinità che ciancia
solo a gruppi di due
uno ‘ insegnarmi a meglio
girare il tabacco
l’altro a spiegarmi il
kantianesimo rivoluzionario
vorrei
qui tutti e tre
(a due per volta)
sotto la targa dedicata a nietzsche
che dice quel che dice
che visse in questa casa
ecce homo bla bla zarrasutra
a sbirciar le donne che passan
ancora in ciabbatte
(ma stavolta con due b)
a scambiarc’ il vino
il gin puro
della fiaschetta
d’argento
mia
e fosca
e poi dirti (a uno)
questa sigaretta
fa girar la testa
per quanto li paghi te a napoli
gl’ingredienti ammonimenti
e dirti (a uno)
riprendimi e montami
come sai fare tu
in sedici noni di voi cinefili automatici
palaiani
poi porterei un pallone
per darci i calci
‘ vedere s’avete i piedi buoni
buontemponi
oltre che i cuori
(e le picche)
(e se mettete i fiori nei vostri cannoni)
per darci un calcio alla letteratura
e uno alla signora ricca che passa
con la maglietta e su scritto rich
nera stirata sulle tettone
vacca pienadisoldi
dirti (a uno)
mi vergogno molto
d’esser un italiano d’adesso
di questi giorni poco buoni
e non aver ancora
guidato la sommossa
l’insurrezione
(tutta roba femmina, vedete?)
contro lo sfascio e ‘l
rilascio di bile
provocato da quest’odierna sudditanza
(o era cittadinanza?)
e dirti (a uno)
n’hai ancora di quel tabacco là, girellone?
anzi no
passami un racconto de’ tuoi
bastràdo
che sei non altro
sempre più bràvo
e dopo l’ultimo passaggio
di pallone
l’ultimo tiro
dirvi
(‘ tutti e due voi)
insieme
(trinitari)
dirvi niente
‘ abbracciarvi
(scompagnàto più no)