ciccia molliccia
al traverso
e un trapezio
d’invidiabile tenore
certo
ti guardo e m’interesso
di te
(mi interesso)
dal lato
muscolare forse
ma non disprezzo
quello osseo
e quello latteo
(per dire)
ma come sempre m’attrae
la somiglianza
con altre femmine di mia conoscenza
che non stotti a dire
non ho versi dolci
delicati
appena lavati
da dedicarti
o carezze di parole
dei sonetti siam rimasti senza
da qualche secolo
(meno sanguineti) certo
delle canzoni baglionate
c’incartiam le patate
più che musa
ti penso come muso
infilato broncio
di ne i miei pantaloni
(ma con fare di poco sconcio)
e ti dico
‘ son poi stufo di te
che puoi esser no
meno che bella
in gli occhi di tutti
ma tutti tutti
propio
passanti, parenti, fidanzati, guardanti
e questo mio sbrodolio senza finale
è senza finale
ch’è per davvero
che son poi stufo
(stufo)

(ehi, la farnesina c’entra un cazzo no). è roba da leggere
not free as a free beer, stallman said.
but open as a open source beer, why not? (e se poi fosse pure politic price… eh eh)
cari fratelli nel sangue versato dietro ai montaggi, sangue metaforico, certo, mica come certi sangui vineschi, carni pagnottesche e pestaggi di popolazioni intiere per nulla metaforici, durate millenni e più,
dicevo, cari fratelli e sorelle,
malciki nell’animo,
(animo)
collettivi nello spirito,
tutto il lavoro di produzione di bellezza visiva, e poetica certo, dovrebbe, secondo me, confluire nell’apposito, appunto, collettivo malcikista kinobit, ideato e coltivato dal buon strelnik, che si potrebb’ apostrofare da mane a sera con la celeberrima “ben fatto, vecchia talpa!“.
vistosi, inoltre, l’insuccesso tecnico della mailing-list, ho scritto due righe di linee guida sul wiki, al fine di arrivare alla finalizzazione dei materiali singoli.
approfitto per ringraziare pubblicamente tutti quelli che hanno collaborato. davvero.
se alzassi un bicchiere per ognuno e per la qualità del contributo, ne avrei da bere da qui fino a non poterne più. (e non poterne più, i’, ce ne va)
poi facccio che scrivo
(e lo so che lo sai
che la bellezza del mio scriver è tutta nei dettagli
microscopici)
e tu mi guardi e io ti metto la musica
e ti faccio piangere,
dalla musica che ti metto,
e non riesco a starmene fermo per la patina di colla
di colpo basso
di catena interminata,
so fucking special,
e voi fumatevi le calzette, mezze, che vi portate nei piedi,
correte di appresso ai vostri mondi disamorati,
chiedete grazia per quei pochi delitti appena appresi,
a poco appesi, al muro attesi
ci vedo parecchio doppio e non so cos’è che scrivo,
perlomeno non lo vedo,
metto le virgole a caso,
ma non rileggo,
non rileggo mai,
io,
but I’m a creep
io,
potessi scriver come suonar il piano,
ripetere, certe frasi,
poterle ripetere nello schema del movimento,
a b a b c c,
così penso che non poter ripetere schemi e frasi e parole è molto difficile,
piuttosto che poter combinare cose,
rimischiarle in forme geniali,
canoni cancrizzanti, tempi digitali
ma mi gira, la testa,
son ubriaco di vino e volti e note e composizioni
e amiche che mi telefonano per dirmi l’ultima scopata
(era solo sesso)
(cosa vi preoccupate, voi, mi preoccupo
di già io)
poi facccio che scrivo
e tu mi guardi e io ti metto la musica
e ti faccio piangere,
dalla musica che ti metto
no rileggo mai
(virgole ad libitum)
ci son novità per Napoli e Fiano Romano.