son tutte balle quelle che dicono le case discografiche e cinematografiche, riguardo a quella che loro chiamano pirateria et similia. come al solito ce lo viene a svelare un insider, uno che si è fatto il culo per prodursi un film e ora ha successo e chi ci guadagna secondo voi?
e se ancora per caso ci stavate credendo, a tutte le puttanate che tre volte al secondo una multinazionale qualsiasi vi propina, siete propio delle teste di cazzo.
check this out.
il 17 gennaio scorso marco travaglio è passato per palazzo nuovo a parlar di “inciucio” il libro ultimo che ha scritto con peter gomez. il bravuomo era colà, munito di videocamera e una (dico una sola) cassettina minidv da 60 minuti. che da di più non ci sono. quindi, bravuomo, compratene un’altra, braccino corto che sei altro no. travaglio ha parlato per un’ora e mezza ininterrottamente e poi ci son state domande dai presenti nell’aula magna piena fino all’orlo, quasi, per un’altra ora abbondante.

cosa volete che vi dica?
con la mia solita tempestività dei lumaconi, eccomi che òffrovi la prima ora gustosa del travaglio. bravo bravuomo, sempre “sul pezzo”. (e ’sti cazzi) [il link porta su archive.org, da cui potete scegliere varie qualità e dimensioni del file]
la circoscrizione 5 di torino ha indetto, in seguito alle reiterate proteste dei cittadini per la cantierizzazione del parco sempione, della quasi totalità del parco, capiamoci, un’assemblea pubblica, guardandosi bene dall’indire invece un consiglio aperto, come era stato invece richiesto dal comitato di difesa del parco sempione.
si vede che di prendere posizione non ci hanno la voglia.
l’assemblea si è aperta con un’oretta di menate dei rappresentanti delle ferrovie (rfi e italfer, credo, o delle siglette del genere) su quanto son belle le gallerie e i passanti ferroviari, anche se non si è capito cosa c’entrassero quegli interventi sul nodo (quanto mai ferroviario) della questione, ovvero “perchè cazzo vi siete permessi di aprire un cantiere su suolo pubblico, per giunta verde, senza manco avvertire i cittadini, (‘on sia mai chiedere cosa ne pensano)?”.
ah, senza manco avvertire la circoscrizione, visto che la stessa è venuta a conoscenza del cantiere grazie a qualche telefonata di cittadini allarmati che si sono visti chiudere l’accesso al parco. barriere proprio ieri rinforzate ulteriormente.
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è online, cc-compliant, il nuovo coso dei [dK] (che senso ha ormai far uscire i dischi? tantovale metter fuori una canzone ogni qualvolta è pronta, no? boh, son degli inguaribili romantici. ma son capaci a far la musica, mi sa).
oh! queste son le cose che mi piacciono. le leggi ce le studiamo e ce le facciamo fuori da quella combriccola buona solo a farsi gli affari propri, già noto con il nome di parlamento della repubblica.
così la molliamo lì con ’sta cazzo di democrazia rappresentativa, delegativa. io mi rappresento da me. viva la democrazia partecipativa.
muovere il culo, pleeeease. leggere, studiare, firmare, prego.
apparte la situazione nostra italiana, tutta italiana, di regime, mediatico, politico, sociale e quant’altro, nel mondo, nel nostro piccolo mondo stiamo assistendo all’instaurazione di un regime che orwell, nella tomba, è già in fase centrifuga, altro che ribaltarsi.
leggete un poco qui: “Di chi è il computer che state usando?“
(non è che sia una novità, ma era giusto per riscaldare la memoria, e poi l’articolo è fatto molto bene)
(leggo il magnifico psv e m’entra di ne le orecchie I miss you miss you)
ciao là,
l’angelo de i miei incubi,
la ombra che presto sarai
obitoria e supina
perdi no tempo con me
(I miss you, miss you)
ti dico
se vuoi
possiam viver coppia cenetta e tv
e telefonino
feste comandate
che finiscon mai di finire
fermàti nel senso de gli altri
(ma perdi no tempo)
con me
mi chiedo dove sei
mica faccio che dormo
mica faccio che sogno
mi trovo un corpo
d’amare spiacendomi (del farlo)
sempre
scurìto dalla notte màntide di ragnatele
cannibale d’intestini al macero
poi ti chiamo
quando son di senza musica
dubbioso
tradire o no tradire
(no ti chiamo)
e sperar nonostante
già col mio mesto fluire
ch’arrivi te co’ ‘l malox
(I miss you, miss you)