parco sempione – assemblea in circoscrizione
la circoscrizione 5 di torino ha indetto, in seguito alle reiterate proteste dei cittadini per la cantierizzazione del parco sempione, della quasi totalità del parco, capiamoci, un’assemblea pubblica, guardandosi bene dall’indire invece un consiglio aperto, come era stato invece richiesto dal comitato di difesa del parco sempione.
si vede che di prendere posizione non ci hanno la voglia.
l’assemblea si è aperta con un’oretta di menate dei rappresentanti delle ferrovie (rfi e italfer, credo, o delle siglette del genere) su quanto son belle le gallerie e i passanti ferroviari, anche se non si è capito cosa c’entrassero quegli interventi sul nodo (quanto mai ferroviario) della questione, ovvero “perchè cazzo vi siete permessi di aprire un cantiere su suolo pubblico, per giunta verde, senza manco avvertire i cittadini, (‘on sia mai chiedere cosa ne pensano)?”.
ah, senza manco avvertire la circoscrizione, visto che la stessa è venuta a conoscenza del cantiere grazie a qualche telefonata di cittadini allarmati che si sono visti chiudere l’accesso al parco. barriere proprio ieri rinforzate ulteriormente.
tutti i rappresentanti della circoscrizione, presidente maza in testa, hanno ribadito che il cantiere non si ferma e non si fermerà. anzi a marzo ne è previsto un ampliamento. cantiere che è così grande, tra l’altro, perchè ospiterà le baracche degli operai, la mensa, gli uffici tecnici, i dormitori. i dormitori? e da dove minchia arrivano ’sti operai? (poi: ospiterà. voglio proprio vederla la mensa degli operai dentro il cantiere).
ovviamente a duecento metri da lì ci sono fabbricati e aree di proprietà delle ferrovie che non si sognano mica di farci su la mensa e le baracche, no, poi gli tocca di attraversare i binari per andare a lavorare (dimenticano però che ci sarebbe un cavalcavia, ma tant’è, quando uno non ci è, ci fa). ma quelle aree non si toccano, chè, pare, ci sia su da far della speculazione edilizia. sai com’è. ;o)
era presente anche un assessore del comune di torino, maria grazia sestero. una bella signora bionda con un passato, lei, in più comitati di tutti noi presenti messi insieme. bene, questa signora ci ha detto in politichese stretto e misuratissimo, mettendo a posto con una frasetta ben assestata, pesata col bilancino proprio, tutti quelli che son intervenuti: da un tipo di rifondazione che difendeva i diritti dei cittadini, alla ragazza testarda con una mezz’ora di mano alzata colma di domande precisissime. l’assessore però, stringi stringi, non ci ha detto una mazza, per la precisione. tranne che nel loro progetto preciso e finanziato e iscritto a bilancio, non sanno ancora bene dove fare la stazione, se interrare o no il fabbricato tecnologico (fabbricato tecnologico: e che cazz’è?), che se ne può parlare, se spostare la stazione in un posto più consono, ma il cantiere quello no, non si ferma.
(ma allora che parliamo a fare? noi mica si è contro le stazioni. noi ci interessa il parco. anzi, interessava, visto che ora, adesso, in questo momento qua che sto scrivendo, il parco non esiste più. gli alberi li han segati, i prati devastati. il perimetro inaccessibile stile carcere.)
verso la fine il presidente maza voleva darci a intendere che una stazione in mezzo al parco finirebbe per valorizzare il nostro quartiere, e invitava a ragionarci su, a ragionare su questo concetto. semprechè noi fossimo disposti a ragionare. perchè adesso siam noi, sotto sotto, che non vogliamo o sappiamo ragionare. noi che andiam lì a chiedere conto delle cose e ci rispondono picche. muro di gomma e tutta la solita trafila. siam noi che non ci abbiamo la voglia di metterci a tavolino per discutere soluzioni alternative, che gliene abbiam già proposte una decina.
forse dovrebbero, il presidente maza e tutto il suo consiglio, spiegarci allora cosa ci facevamo lì stasera. forse che se non si fosse costituito il comitato lui, il presidente maza, avrebbe indetto l’assemblea pubblica? non credo.
ah, e un tipo che non ho capito bene per chi lavora ha pure avuto la faccia tosta di dire che la stazione così come la vediamo dai disegni lo sa anche lui che fa schifo, ma poi la faranno più bella, cosicchè il quartiere acquisterebbe inoltre pure un valore architettonico.
boh. io inviterei a tal proposito i due valorizzatori dei miei calzini a farsi un giro intorno alla stazione dora (una stazioncina più o meno delle dimensioni di quella che voglion far nel parco), verso le undici di sera, mezzanotte, e valutare l’impatto ambientale della stessa sulla loro incolumità fisica. lo sappiamo tutti quali sono le condizioni al contorno di una stazione. passante o meno che sia. metropolitana o ferroviaria. lo sappiamo, no? ci mandiamo le nostre figlie quindicenni tranquillamente da sole la sera, no?
mentre pensavo tra me e me a come potrebbe valorizzarsi il cervello il presidente di circoscrizione maza, che tra una cosa e l’altra prima invita i presenti che protestano a non insultare nessuno con i toni, e poi dà del “quasi normale” al segretario locale di rifondazione che lo incalza su alcuni punti della discussione (e per traslato, quindi, dà a tutti gli altri che hanno parlato dei “non normali”. forte, ’sto maza, una bella mazata, due insulti in un colpo solo), l’assemblea si è sciolta. non senza che nel marasma finale il buon maza si prendesse del venduto da un tipo parecchio incazzato.
naturalmente le discussioni sono andate avanti a capannelli, ovviamente, perchè l’odore di marcio c’è e finchè non viene fuori il pus la gente ravana.
a tutt’oggi, 25 gennaio 2006, non c’è un cartello (obbligatorio per legge) che spieghi che lavori sono, quelli del cantiere, chi è il direttore, chi è il committente, eccetera.
richiedo formalmente l’intervento di un magistrato. quantomeno.