di arsenizzare anywhere I lay my head, tom waits,
ma tommaso aspetta
che è parecchio difficile
così v’anticipo che dovreste come urlare
e essere dentro una nuvola di bar
con la testa che girintorno, il cuore giù in le scarpe e
venir via, voler dar fuoco al po, la dora e lo stura,
m’adesso, poi, tornar indietro
e lei che ride nel cappotto, sentirlo fin in ne le ossa
saper che
comunque poggi la testa, girintorno,
dopo poi farò che chiamare casa mia
ebbene, veder il mondo sottosopra
manco mi fossi ribaltato per le tasche pesanti di patate d’oro
e ora le nuvole, quelle che vi ricopriranno sopra
e il vento che soffia freddo
e il bar che sembr’ asciutto
ebbene, mica ho bisogno di nessuno, io
chè ho imparato,
l’ho imparato a star da solo
e le ho detto, comunque, quantunque, poggi la mia testa, gente
‘ detto:
troia de’ miei schiaffoni
e farò che dopo poi che chiamo casa mia
(e via la banda di trombette e sassofòni)
minimum fax di bukowski raccolta
poetica
minima da leggere
(ancora)
da comprarsela
(mica te la faxano)
(collezionista feticista che altro sono no)
solito vecchio buk
(che senso di familiare)
(‘ ripreso a bere)
(forte, dal mattino)
(robe chiare, mica d’uovo)
(robe d’ingollare)
(presto e bene)
(chè il primo bicchiere è sempre il migliore)
(ma anche gli altri multipli dopo, via)
solita immensamente
(schifosa)
traduzione
(ma compratelo che c’è l’originale
di fronte,
mica di lato)
vai damiano
(abeni)
sei il numero uno
(‘ ripreso solito mio parlare
basso ombelicale
visceroinguinale
traparentesi)
il tempo passa e va, e va e va e va, e il bravuomo cosa fa? sfilmeggia a vanvera.
di cui, tra i quali, filmini, vi segnalo:
- strelnik al future film festival
- craig swann al future film festival
- filmino sulla manifestazione del 30 dicembre scorso, del comitato di difesa del parco sempione
- filmino sull’intervento dello stesso comitato durante l’assemblea pubblica che la quinta circoscrizione di torino ha concesso ai cittadini incazzati per la devastazione del parco sempione
ma presto altre novità.
che viviamo no sotto un regime.
piccolo update, per fortuna. ma per fortuna propio. con tutto che a me del calcio non me ne importa un fico secco stecchito.
resta il fatto che il clima che si respira è quello della censura totalitaria. soprattutto qui a torino in questo periodo. se per caso hai parcheggiato in centro i poliziotti ti intimano di levare gli adesivi no-tav. con le buone e con le cattive.
e ti arriva l’amministratore di condominio che ti intima di togliere la bandiera della pace dal balcone.
mah.
fin all’altro giorno pensavo che fosse giusto farsi stampar un libro, di carta dico (invece di lasciar liberi i propri testi su internet e basta). lo pensavo semplice e lineare per il motivo che anche quelli che internet non ci sanno fare potessero leggere quel che uno scrive. un problema di diffusione, opportunismo e niente più.
oggi la penso più così no.
penso che dovremmo invertire le direzioni. invece di continuare a portare i preziosi bit sulla carta atomica, portiamo i lettori atomici nel mondo dei bit (per dirla con il buon vecchio negroponte).
aiutiamo le persone a scoprire internet e tutto il talento (letterario) che ospita.
che poi io su questo divento ideologico (grazie granieri per avermelo fatto capire a quattr’occhi), e dico addirittura che tutto il talento letterario sta su internet. sulla carta è rimasta robetta. ma la smetto qua.
insomma, aiutiamo la gente offline a capire che sono loro a perdersi qualcosa.
e aiutiamo gli scrittori a interrogarsi: quali sono i vostri bisogni, signori scrittori? di cosa avete bisogno? non certo di un editore.
di sicuro, io, ho bisogno di un editore come un pesce ha bisogno di una bicicletta. ‘ quel che ho bisogno io è una birra à la hemingway, ‘desso subito.
rientrato a casa stanco
ma non perduto
ti trovo con quel mal di pancia acuto
ed è finita la bombola del gas
le scarpe sporcate in nella pioggia
cicìc
il rubinetto riperde
pliplìc
mangiando tonno freddo
cerco di metter foto osè
su flickr
e son poi solo quattro
i bibitoni corretti gin
di questa sera verde nera
nei nostri pigiami bucati
come i nostri anni
quattro e rammendati
ma faccio su un altro bicchiere
finchè c’è gin
finchè mastico agnolotti crudi
del plin
e te l’offrirei non fosse per quel tuo acuto
clamore interno e vitreo
che durerà domani ancora
ma di anni te ne offro anche di più
(finchè mi dura la biografìa)
(ovunque proteggimi
aspirina mia)
è tipo scuol’ elementare
quand’impari a scrivere e o te lo scordi subito o te lo scordi più no
questa roba del scriver’
anche se i’ ho imparato mica lì
ma da mio nonno
e sotto dettatura
senza dentatura
(mio nonno)
mica a scuola
e quel che vi debbo di dire
è che son rimasto lì
all’elementari
scrivo solo sotto dettatura
e ‘desso
è il negroni che detta
quel che scrivo
chi mi detta
è il negroni
(scriver sotto dittatura del negroni)
e dice
(e io riporto)
è poi vero che son tutti uguali
gli scrittori, pieni di seghe, pieni di cose da dire
mentali
tipo indugiare
dicon, indugiare,
dicon lercio
dicon cose messe da parte dal tempo
(come se ‘l tempo
avesse la barba e il ditone puntato)
dicon che spesso si scherniscono
dicon che son commissariati dai lettori
(o era commissionati?
già ci vedo doppio, ci sentirò pure, doppio)
dicon che più che scriver passo il tempo a riscriver
dicon che poi, sottovoce, ti dicon come se lo dicessero solo a te, come fosse un segreto, dicon che loro son gente che la scrittura è tutta dentro
(lasciarcela no, eh? tirarla fuori, propio)
e verso la fine dicon che loro scrivon propio senz’erre e videocammmera con tre ‘mme
solo per far incazzare i software
correttori ortografici
verso la fine, invariabilmente
tutto questo con effe accanto
che si staglia
(ne fa di cose lui
ma più che altro
si staglia)
stagliasi, effe, e girato e accanto e intanto e ellenico
letteroso, letterario, letteralmente
affezionato alle parole,
effezionato si può poi dire,
fuma e mastica cigarri
di cui tutte le volte dimentico la marca
paterno e concentrato
pizzetto e sciarpa amaranto
scarpe marroni
benandato
stagliasi
lui, esso,
(mica esse)
e verso la fine, finiti vini e formaggi,
vìti e foràggi,
invariabilmente,
pòrgeti ipotattici omaggi
e via
(per effe, poesìa)