scrittori e bisogni
fin all’altro giorno pensavo che fosse giusto farsi stampar un libro, di carta dico (invece di lasciar liberi i propri testi su internet e basta). lo pensavo semplice e lineare per il motivo che anche quelli che internet non ci sanno fare potessero leggere quel che uno scrive. un problema di diffusione, opportunismo e niente più.
oggi la penso più così no.
penso che dovremmo invertire le direzioni. invece di continuare a portare i preziosi bit sulla carta atomica, portiamo i lettori atomici nel mondo dei bit (per dirla con il buon vecchio negroponte).
aiutiamo le persone a scoprire internet e tutto il talento (letterario) che ospita.
che poi io su questo divento ideologico (grazie granieri per avermelo fatto capire a quattr’occhi), e dico addirittura che tutto il talento letterario sta su internet. sulla carta è rimasta robetta. ma la smetto qua.
insomma, aiutiamo la gente offline a capire che sono loro a perdersi qualcosa.
e aiutiamo gli scrittori a interrogarsi: quali sono i vostri bisogni, signori scrittori? di cosa avete bisogno? non certo di un editore.
di sicuro, io, ho bisogno di un editore come un pesce ha bisogno di una bicicletta. ‘ quel che ho bisogno io è una birra à la hemingway, ‘desso subito.