vorrei di tanto

(per la serie )

di arsenizzare anywhere I lay my head, tom waits,
ma tommaso aspetta
che è parecchio difficile
così v’anticipo che dovreste come urlare
  e essere dentro una nuvola di bar

con la testa che girintorno, il cuore giù in le scarpe e
venir via, voler dar fuoco al po, la dora e lo stura,
 m’adesso, poi, tornar indietro
e lei che ride nel cappotto, sentirlo fin in ne le ossa
 saper che
  comunque poggi la testa, girintorno,
  dopo poi farò che chiamare casa mia

ebbene, veder il mondo sottosopra
manco mi fossi ribaltato per le tasche pesanti di patate d’oro
e ora le nuvole, quelle che vi ricopriranno sopra
e il vento che soffia freddo
  e il bar che sembr’ asciutto

ebbene, mica ho bisogno di nessuno, io
  chè ho imparato,
 l’ho imparato a star da solo
e le ho detto, comunque, quantunque, poggi la mia testa, gente
 ‘ detto:
  troia de’ miei schiaffoni

e farò che dopo poi che chiamo casa mia

(e via la banda di trombette e sassofòni)

messo giù da arsenio bravuomo il 28 febbraio 2006 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“mai avuto un dubbio sulla mia immortalità letteraria: scrivendo son nato, così mi trascinerò fin al forno crematorio. solo, sarò uno postumo, come scrittore, sarò tipo un doposbronza.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

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