pare ci sia un festival qui a torino, di poesia.
pare che ci sia un poetry slam.
pare che ci sarā pure il bravuomo.
(vi consiglio per sabato il concerto dell’ottimo guido catalano. anche solo per il titolo: “Sbronzi all’alba senza sigarette“).
ho passato un sabato intiero a montare velocemente un video sulla storia del parco sempione di Torino, che non č finita.
al solito, siccome praticamente, ‘ me, d’esser sul pezzo mi riesce mai, questo video arriva ultimo ma dovrebbe essere stato il primo, cronologicamente parlando.
guardatelo, scaricatelo, condividetelo, date una carezza ai vostri bambini e dite che č l’arsenio che ve lo manda, il video.
disponibile alla pubblica visione un montaggino della giornata nazionale delle scritture di strada, torino version.
qui.
sono quattro pezzi nuovi dei [dk].
e spaccano assolutamente.
imperdibili.
testi e musiche.
(ascoltare in cuffia, please)
All.
Alone.
Im gone.
Nothing to hold on.
Untie the knot.
Falling from the top.
Shutting down the mind.
Slowing down the blood.
Im in soul default.
cazzo ci fate ancora sul mio merdoso sito?
mangio no da tre giorni
tutto il mondo č molto lucido
e son equilibrista sul cavo
del mio cuore
mi guardo le mani e sono grigie
la pelle batte in ritirata
sto sdraiato in un canto
pisciato da chissā quanto
tempo
e fabbrico sigarette tenute insieme
dal caldo umido
catturo scarafaggi di sensazioni
maculate
giornate disperate
di birra pianta in proporzione
a una distanza
con un pensiero fisso che possiedemi del tutto
trattengo il fiato da cosė tanto
saltimbanco d’un corpo tiranno
tutto preso dal legarmi i capelli da femmina
e quasi stanco
(‘ se fossi poi solo industria chimica
ebefrčnica)
sono scarso d’equivoci
a corto di narrazioni
sgabuzzini di baci
curiositā di il futuro
(son poi solo uno sbandato
appoggiato sulla crosta del culo
d’un pianeta fritto
che vorrebbe
di fare un salto
ma son io che lo tengo ‘ttaccato
a i di miei piedi)
per favore
prendimi su
per piacere
(tuo)
prendimi di lato
scavalcami e toccami
aggiungimi ai tuoi piccoli portatori di pensieri
cercami
cerca i miei piccoli portatori di portatori
e vivi ricorsiva
e funesta
come fossi fatta di famiglie
(all’incirca)
e superstizioni
e cadaveri di apostoli
e figli da sfamare
per favore
(mio)
scrivi ai tuoi cari
mettici un regalo affianco
appiccicaci il testo integrale di quella canzone lā
che sappiamo solo noi
diventerō sordo
cirrotico
e suonatore di sassofono
ma non scimunito
(scimunito no)
innamōrati di me
in perizoma
(ma pių delle parole)
(perizōma)
e di sempre grazie a sanguineti
o qualche strācciafōglio di quella risma lė
sono un poveruomo
faccio liste di cose da infangare
salto a pieppāri tutto dentro le pozzanghere
disprezzo le paternitā volontarie
fumo nel bagno delle signore
amo star da parte
a guardare e bene
raddoppio le consonanti in certi posti di parole che dico io
faccio a meno dell’auto ecologica
studio l’enneagramma da tredic’ anni
pedalo le domeniche con la sola idea dell’acrobazia
di toccare il culo alle passanti
cullo la mia gastrite
godo
mi han detto
imbrattacarte
scavafosse
lavagabbinetti
us’eggetta
m’han dato del finocchio, del tarantolato
ma mai del baciapile
(baciapile, mai)
amministro server virtuali via terminale
progetto ponti sullo stretto fra due seni
(sotto la terza misura anch’ a manata unica)
mi credo sempre d’esser in gita scolastica
boicotto il mio stesso successo
scrivo anche mentre guido
(e confido nel semaforo rosso)
ci provo sempre nel momento sbagliato
faccio inchieste sulla marca dei reggiseni delle donne presenti
(solo per poter dire non ci credo, fa’ un po’ vedere)
divago
credo nella verginitā di certi amici miei trentaseienni
continuo a dire in giro che l’hard-coding č una branca del porno-hackin’
scrivo battute per comici defunti
(pensa che ridere se quella fosse di macario!)
viaggio no
mi masturbo ed č ancora come la prima volta
guardo sempre tutti negli occhi dal buco della serratura
so accavallare solo la gamba sinistra sulla destra
(son un tipo legato, i’)
lecco fighe a pagamento
(buoni: sono loro che pagano me)
ascolto la stessa canzone uguale da tre settimane
ho bisogno di una musa musona, per scrivere
(decentemente)
faccio il giro del locale contando le femmine
bevo il bevibile
preparo il sugo frullando maionese e rubra
non mi spaventano i ritardi
(miei)
guardo la tv solo i giorni dispari
viaggerei
son innamorato pazzo dei numeri primi
ho le idee contuse
mi nascondo per ore dietro un dito
rivolto frittate
scambio le mutande, per sipari
perdo sempre al gioco della pallastrada
leggo niente le donne
invento macchine per zoppicare in biologia
tengo lezioni di tecniche di seduzione basandomi sui romanzi di de carlo
guardo dalla finestra i lavori sui balconi
ho mai smesso di corteggiare le ragazze con i bigliettini
accetto solo resti di carta
spingo in fila
oltrepasso il po pavese
vengo arrestato per oltraggio
uccido moscerini colposi
spargo letame
coltivo fiori secchi
sto seduto in attesa che passi il cadavere dei tempi migliori
saboto cantieri
canto canzoni senza saperle
vorrei dire sempre che t’amo
ma non č nč facile, nč oppure
m’incanto d’estasi davanti alla felicitā
e ne faccio senza furor di popolo pipė all’asparago.
(e so, nel mio intimo non firmato,
che rimarrō
un poveruomo)