vit’ a stenti

(per la serie )

mangio no da tre giorni
tutto il mondo è molto lucido
e son equilibrista   sul cavo
  del mio cuore
mi guardo le mani e sono grigie
la pelle batte in ritirata
sto sdraiato in un canto
pisciato da chissà quanto
   tempo
e fabbrico sigarette tenute insieme
 dal caldo umido
catturo scarafaggi di sensazioni
  maculate
giornate disperate
 di birra pianta in proporzione
  a una distanza
con un pensiero fisso che possiedemi del tutto

trattengo il fiato da così tanto
saltimbanco d’un corpo tiranno
tutto preso dal legarmi i capelli da femmina
 e quasi stanco
(‘ se fossi poi solo industria chimica
  ebefrènica)

sono scarso d’equivoci
  a corto di narrazioni
  sgabuzzini di baci
 curiosità di il futuro

(son poi solo uno sbandato
appoggiato sulla crosta del culo
d’un pianeta fritto
che vorrebbe
  di fare un salto
ma son io che lo tengo ‘ttaccato
 a i di miei piedi)

messo giù da bravuomo il 19 maggio 2006 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“tutte le mie storie le ho sempre e solo copiate da shakespeare. tutta la mia filosofia l’ho sempre e solo copiata da gengis kahn. tutto il mio bere l’ho sempre e solo inventato da me.”

maximilien roccam de pasteur