Archive for maggio, 2006

prova microfono

mag 14 2006 Published by under ripostiglio

rivòltati
  e comincia a stendere
 un arco di ricordi
così che di poi nei sogni
 io possa di vederti
formosa e fertile
 granosa e pratìle
amica
e poca

lasciami riempire il tempo principe
 di una offerta
  lampo
obliqua e mascolina
 nel tentativo blando
di non morir di vanillina

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fratelli

mag 12 2006 Published by under ripostiglio

che io bevo, e di parecchio,
e bere m’ha fatto star di ‘ male,
 da uscir fuori di cotenna,
 nella mia bronca vita,
 ma mai come la brama di una donna.

e queste femmine,
belle da restar secchi perlopiù
  stregati,
 lavoratori dipendenti da quegli occhi,
  poi fanno che ti mancano
 perlopiù,
e signori miei,
  amici nella gastrite, nella colite spastica e nel fegato grosso,
 ti stràziano
le mucose
 quelle femmine lucertolose, e spesso
son peggio di una resaca universale,
  un cosmico doposbronza,
 (che grande come saturno ci vorrebbe,
 l’osceno mattutino bloody mary episcopale)

son femmine, signori,
 ch’è come viaggiar
con uno spargisale alla cipolla,
 puntato sulla fronte.

allora resta no che prenderle di spalla
e colmarle di bugie
 dire che si dorme tutta notte come un bebè passato sul gas
  che si riescie di guardare il caffellatte senza vedercele comparire
di tra le bolle burrose
 che tutte le volte che ti passano di davanti,
 di didietro,
  di di fianco,
   di treqquarti.
 le si vuol baciare a magnete no.

che mai no poi
  le si vuol stringere, mai

(per finire,
  giratevi una sigaretta graziosa,
  signori miei, se m’avete ’scoltato,
  fratelli nel cencioso cuore andato)

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per la libreria massena28

mag 12 2006 Published by under ripostiglio

che poi, le donne di torino,
  son come torino,
topa stretta, squadrata, tutta spigoli, tutta angoli,
  gira alla prossima traversa, palo, della luce, lampione in ferro battuto,
 fanno quadrato,
 gira gira,
 son donne in mutande
 del giorno d’oggi,
bambine, adolescenti, giovani, madri, signore, madamine,
 che si siedon sulle panchine di piazza carl’alberto
donne che, per loro,
    sedersi è mostrar mutande
 fiocchetti gialli rossi rosa
su per la cima del fesso culo
 e io che penso
poveri adolescenti maschietti del giorno d’oggi, smutandanti pure loro,
 che gusto ci avranno più
  ‘ immaginarle spogliate?

poi penso che passo il tempo
 invècchio in torino
 ho le rughe come certe strade di borgo dora il mattino
polveroso tipo san salvario
  faccio rime semplici, son sedentario,
 ma voglio sempre le stesse studentesse di palazzo campana
con le gonne corte a marzo
 le calze a strisce
 orizzontali
ma le voglio tutte,
anche senza calze,
 una per una
e la coppietta di giovinastri che limona nella panchina affianco
 non sa
 che questi loro baci di un quarto d’ora andranno scemando
  come durata,
e ogni bacio che si danno è un danno per il prossimo bacio che sarà più corto
 come infatti fanno i due in età di università
 nella panca poco più di là
 che si baciano per un massimo di quindici secondi a volta,
e gli direi
  una volta s’era come voi,
 una volta torino era come noi,
  nera di grasso fumo e cattiva
(poco olimpica, molto sportiva)

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scritture di strada

mag 07 2006 Published by under ripostiglio

scrivo per guardarti
  scrivo per notarti
e ti noto
 e t’annoto
ti denoto
 con un pennarello spesso
ti sottolineo
  sei la frase più importante
che c’è
  adesso
  qui
nei notturni miei discorsi
 tenuti a secco di baci
  cocciuti e trascorsi
 (così)

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