prenderti per un piede
scalzo
devastarti l’anima (che no’ esiste)
quindi la chimica
che te l’ho devastata di già
prendertela
per niente
di rimbalzo
guardarti sempre di profilo
e io sto a sinistra, no ci voglio stare io
ma la borsa, la borsa o la vita
(o l’amica)
tutta bevuta
volerti vederti bevuta
tutta disperata
strisciante
tirarti per le orecchie
piccole perfette
anche s’è no il tuo compleanno
coppa uefa dello stomaco mio
che vi ricordo è il posto del cuore per noi numeri nove
(ma chennesapete voi d’enneagramma)
e ‘ver bisogno d’un amico per poter di dire cose
e farfugliare
e tener riunioni segrete
e smanazzare con un piede di porco
e portar occhiali di vetro sporco
e mangiar più no
e fumar sempre di più
cosa mi guardi con quella faccia sbigottita
‘desso
son un ubriacone matto
e allora?
ti faccio più no sesso?
è meglio il doposbronza di bardolino e negroni invertiti
(testa nel cesso fin che diventi blu)
che pensar di non vederti
più
compilami
la dichiarazione dei debiti
accumulati
nelle notti sotterfugie
protofùghe
da que’ tuoi pianti
all’arancia
a orologeria
e deposita il tutto
presso la banca ria
dei sentimenti sotterrati
di brutto
evaderò poi pure le gasse
(d’amante)
le nasse
(navigante)
e affonderò poppante
su questa poi mia barca bucata
de le mie scarpe
su l’asfalto acqueo
in apnea d’accertamento
(frugàle)
finanziera di i miei sogni
cantante
la solita vecchia storia a bivi
dell’amore spicciolo, o contante
no no
no
no-no-no-no-no
no no
no-no
nonnonnonnonnooonò
no
no no e no
sì
sce-mo sce-mo sce-mo sce-mo sce-mo
(preferendum una sana costituzione)
(a e. il v. e g. il p.p.)
questo culo che passa
veloce mi trapassa
e i miei du’amici pelosi
parlan di barbe a righe
ma non di quelle di fighe
e capelli beatles nuovi
e il problema nella vita è incanalare storie
lunghe e dure
nelle femmine, o borie,
di nottate pure di bire tabacchi poesie
i poeti che soffrono
se ne vadano affanculo
e si taglino le barbe
e che ci fan venire
nei pantaloni secchi
che ne riempiam
di quel loro dimenarsi
fra farfalle e triti salamelecchi
ch’è tutto sudore di chiappe
(a schiuma)
ma dateci una salvietta
e la prossima spuma
ché
questo culo che passa
è la nostra unica salviezza
ottimo posticino, questo teatro della caduta.
comunque il vostro bravuomo se n’è arrivato terzo, medaglia di sbronzo.
abbasso la giuria femminista.
viva le scarpe delle donne.