normale
la piazza č vuota
di gente
e i bambini tre anni vecchi
dipingon su fogli bianchi lunghi
e stretti
aperture di poca memoria
nella musica tutta melodia
grave
se la tenga
non disperi
(disperare no)
e ‘l mio sguardo
č ‘ncantato
fermato nel tempo che tutto ripone
nella scarsa memoria
di bambino trentacinqu’anni vecchio
rimast’a secco
di dottori clown
sorridenti di palloncini
spade laser
e la mia sposa
legātami ad un elastico rosa palloncino
scoppiato
regge ombrellini chiusi
per la poca scarsa pioggia
(come la memoria)
di tra queste ossute montagne
vestite di nuvole
fermāte
come ad aspettare un bus
di vento
poco
atonale
e penso
che l’unica cosa che voglio
č esser normale
(non ce la farō
m’arrenderō
alla musica
alla piazza
ai bambini
ai racconti
al non peso della testa
fermata
di seppia
io straccione
in mezz’a quest’abiti stirati
freschi e riposati
dai costi proibiti)
allora, ce la farō no
in questo mio progetto d’esser sobrio per oggi
e lucido
durerā appena ancora qualche piccolo scarso poco minuto minuto
poi sarō ancora dentro la stanca schifezza del bevitore
l’ebrezza
l’ubriachezza immonda,
com’aver poi solo apert’ e chiuso
una parentesi rotonda