la sera che viene
la sera che viene
sarà presto una notte
ma non deve nemmanco incominciare
ch’è già finita
perché l’ho già dimenticata
anzi
perché l’avrò mai memorizzata
figuriamoci ricordarmela
la sera che viene
la festa
non l’avrò vissuta mai
perduto nel bere
nel semplice filare delle parole
che scrivo
prevengo
chiarovengo
quel che sarà
ma non sarà
mai sera
mai festa
mai novità
sarà oblio
(è)
buco nero
in cui ficcarmici
perduto nel bere
nel fabbricarmi il da-bere
nel somministrarmi l’oscuro
elisir
della notte esausta
inesistita
“a volte uno fa una cosa solo per mancanza di immaginazione, cioé perché non riesce a immaginarsela un'alternativa, propio.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme