poesia obbligatoria
sei ‘ ombra calma
e nere unghie di dita
tipo com’ un’eclisse
di civiltà e pioggia condita
ed è come sparisse
la terra e tutti i suoi morti di caldo di guerra
di cuore
di musica d’inseguimenti e parole
tradotte
di straforo, con il peyote in una mano
(e nell’altra sempre la bottiglia)
quando passi di qua
a passi veloci venti minuti
ma poi sparisci
còprimi di pelle diafana
e tatuaggi di miraggi
e sguardi minacciosi
e leopardi coraggiosi
e beveraggi
chiusi dentro in bibitoni di negroni
e ghiaccio sciolto
tipo come sparissi
senza sorriso
senz’ apocalissi
son un vecchio e sporcaccione con taccuino
malandato di schiena e d’arlecchino
cuore rabberciato
ma valgo poco niente
appaio su i palchi e mi rivolgo
a tutte le donnine mestruopatiche
e ci provo per davvero
di farle tutte mie
a base di parolacce omeopatiche
e un lusinghiero
impiastro di sputazzi e vago odore di caffellatte
che m’è rimasto addosso da
certe caffettiere e certe tette matte
di madonne contrabbandiere
d’abbandoni
di scarpette con i lacci
e sparizioni