scordare facile

(per la serie )

oggi ci vorrebbe un amico
 di quei con cui ti scambi le mutande
  (e le mutandine)
 che ti prende a schiaffi di bastonate
magari insieme a un altro amico robusto
  munito di spranga di ferro
 a dimostrarti con rigoroso ragionamento
 che nonostante la tua vecchiezza (appena cominciata)
sei il solito ragazzino delle medie
 (anche bire, anche rosse, certo)
eppoi t’ascolta nel tuo sfogànimo
 tipo

voglio scordare facile
 voglio viver di soppiatto
 nascosto sott’un letto tetto
 voglio morire gracile
che
c’è sempre troppo vino da versare
 di mezzo a lacrime e latte
 d’amare
senza mezzi termini
io voglio solo dormire meglio
  tipo ronfare sveglio
tra scosciazze e pelli d’oca
 de le ragazze de la sera
  di quest’estate primipara
 con la voglia di scoparle tutte
  (attempate e non)
e ricordi manco più l’ultima volta ch’ hai bevuto per bene
 per tutto il tutto
  fino in fond’ all’ultimo bicchiero
leccando i fondi
 degli altri
 delle bottiglie vuote
 delle fiaschette
de le fighette

(i fondi de le fighette, li avete leccati mai?
 voi con queste facce da operai
  del sesso svelto e proletario,
  facce d’amplesso concesso senz’armamentario)

oggi mi trov’un amico
 che mi fa tutto questo per davvero
(e qualcosa in più di sua invenzione)
 anche se so già
  che servirà a niente
zero

messo giù da bravuomo il 28 maggio 2007 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“rileggo mai no quel che scrivo. finirei per innamorarmene nella migliore delle ipotesi, o tenterei di pubblicarlo, nella peggiore.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme