scordare facile
oggi ci vorrebbe un amico
di quei con cui ti scambi le mutande
(e le mutandine)
che ti prende a schiaffi di bastonate
magari insieme a un altro amico robusto
munito di spranga di ferro
a dimostrarti con rigoroso ragionamento
che nonostante la tua vecchiezza (appena cominciata)
sei il solito ragazzino delle medie
(anche bire, anche rosse, certo)
eppoi t’ascolta nel tuo sfogānimo
tipo
voglio scordare facile
voglio viver di soppiatto
nascosto sott’un letto tetto
voglio morire gracile
che
c’č sempre troppo vino da versare
di mezzo a lacrime e latte
d’amare
senza mezzi termini
io voglio solo dormire meglio
tipo ronfare sveglio
tra scosciazze e pelli d’oca
de le ragazze de la sera
di quest’estate primipara
con la voglia di scoparle tutte
(attempate e non)
e ricordi manco pių l’ultima volta ch’ hai bevuto per bene
per tutto il tutto
fino in fond’ all’ultimo bicchiero
leccando i fondi
degli altri
delle bottiglie vuote
delle fiaschette
de le fighette
(i fondi de le fighette, li avete leccati mai?
voi con queste facce da operai
del sesso svelto e proletario,
facce d’amplesso concesso senz’armamentario)
oggi mi trov’un amico
che mi fa tutto questo per davvero
(e qualcosa in pių di sua invenzione)
anche se so giā
che servirā a niente
zero