fame [updated]

(per la serie )

ti succede quando alla morte del pomeriggio il negroni che conti è il numero quattro. solo che non l’hai mischiato tu. stai sparlando in radio e maria, distratta, ti serve un azzeccagarbugli con troppo martini rosso. il gin quasi non si sente. ma tu lo bevi lo stesso. per principio. come quando decidi di farle a pezzi certe femmine. per principio, propio. ma questa è un’altra storia.
e ti succede che ti capita in mano un’edizione italiana di “chiedi alla polvere” di john fante. e sapete chi ha scritto l’introduzione? il caro vecchio buk. e sapete cosa dice il caro vecchio buk (apparte ero giovane, mi ubriacavo e stentavo a diventare uno scrittore)? dice che si passava i pomeriggi alla biblioteca pubblica. e leggeva leggeva leggeva, ma in tutto quel che leggeva non trovava niente, non c’era niente. solo mestiere, tecnica e una buona dose di ego.
finché non scopre questo fante, john.

ecco. sei alla radio, il caldo ti assale anche dal di dentro. il negroni fa schifo. tu hai fatto hai fatto hai comperato il libro di candida, la mania per l’alfabeto. bel titolo. e ci stai provando a leggerlo, ci stai provando. l’hanno pompato così tanto, ci sarà pure qualcosa di buono, no? sei tu, arsenio, che sei un gran coglione che non capisci la grandezza.
eppure, non c’è niente. non ci trovo niente. sarà che la mania per la pippa m’è passata da tempo, sarà che son troppo vecchio per certe ingenue e acerbe stronzate, ma son secoli che non leggo un romanzo buono. difatti vado avanti a libri di matematica (‘ insalate di cibernetica, certo), qualche bel tomo di fisica delle particelle e saggi di web-sociologia.
nei libri di carta, la letteratura, latita.

io, di per me, lo dico da secoli, mi sa che la mia fame di letteratura me la gestisco grazie alla rete, grazie a pezzi, per dire, come questo, altro che libri di carta in vendita sul miglior scaffale.

(maria! porcocazzo! la prossima volta esagera col campari, perlomeno!)

messo giù da bravuomo il 29 maggio 2007 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“il fatto è che mi sembra di guardare sempre solo la superficie delle cose o delle persone.
sarà che ho paura di scoprire che c'è solo quella.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme