greatest hits (à la lost)

(per la serie )

i cinque sei sette (va be’ otto) momenti della mia vita:

# un pomeriggio a passeggiar per mano nel parco di pagoeta
# strelnik che mi definisce pubblicamente “il signore degli apostrofi”
# un giorno che mi telefona una casa editrice cartacea e mi dice che mi pubblica (poi, però, io, no)
# una notte che si ballava in milonga con la mia ballerina e ad un certo punto, sudati e stanchi e abbandonati, credo fosse su qualcosa di pugliese, è successo che l’abbiamo entrambi visto salire a vortice, uscire dai nostri petti. era il tango
# un certo canestro da tre all’ultimo secondo e vincere la partita (lo so, ma se non vi è mai capitato non sapete di cosa parlo)
# quand’ero giovane e mi facevo cinquanta chilometri in bici per star dietro a una e si mise a piovere il diluvio intiero e arrivai zuppo e mi asciugarono e rivestirono, inerme, come un bambino di tre anni
# quella bevuta là

messo giù da bravuomo il 30 maggio 2007 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“il solo mestiere che so per combattere una devastazione metafisica nella mente e nel cuore, è porre in essere la devastazione fisica di un lungo pomeriggio di marciapiede sporco a chieder moneta, bevendo vodka liscia da per la bottiglia e parlando, di quando in quando, all\'aria fritta.”
maximilien roccam de pasteur, nonàmore