pinokkie

(per la serie )

- ciao pinokkia.
- uh?
- ti posso di chiamarti pinokkia, d’ora in poi?
- perché?
- …
- no per il naso, sai!
- no, per il naso no.
- …
- non lo so bene, perchè…
- ehm…
- perché ci hai la testa di legno? la figa di legno? il cappellino di mollica?
- non ho la testa di legno!
- è che si può riscrivere pinokkio.
- di nuovo?
- sì, perché, si può no aver una seconda chance?
- oh, sai quante te ne ho date io…
- appunto. è che è meglio sbrigarsi che qualcuno ha già scritto un pezzo, poi ce n’è un altro e un altro ancora.
- li ho letti.
- e allora, potresti scrivere anche tu una bella pinokkiata, pinokkia mia. per esempio… la storia di una figa di legno con le gambe corte che dice le bugie ma ha il naso già talmente lungo che invece di crescere gli decresce. allora si mette a mentire, a mentire, per farsi decrescere il naso ovviamente, e ne dice talmente tante di bugie che alla fine la scambiano per una donna vera.
- spiritoso. che idea sarebbe?
- va’ là, è un’idea talmente figa che forse faccio che la scrivo io.
- (zotiko presuntuoso del cavolo)
- (pinokkia mia)
- cretino
- di’mi che il cielo è bianco
- eh, e le nuvole però son nere…

messo giù da bravuomo il 21 luglio 2007 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“c'è sempre da imparare, la scrittura è sempre migliorabile, a meno che non te ne dimentichi del tutto, oppure qualcosa o qualcuno non te l'abbia pubblicata (così la pianti e hai pietà dei filologi).”
maximilien roccam de pasteur, parolàme