quelli come me
c’è che quelli come me
son no produttori di contenuti
han no il fegato nè il tempo
di diventare g r a n d i
in quelchevolete cosa
restiam anonimi e derelitti
gonfi di delitti mai commessi
poveri frustrati di quella certa categoria degli imbecilli
quelli come me non scriveranno
non si pentiranno
non faranno miracoli
nè divertiranno
nè solleveranno i popoli
nè saranno ricordati
nè guideranno imprese indùstrie
nè amministreranno vita
nè perderanno il lume nè lo ritroveranno
nè si faranno forza, nè ti faranno forza
quelli come me san far niente
saran sempre spersi senza partire
lasciati
lì
a dimenticare
a mischiar lo stomaco coi genitali
a torcersi i gomiti per pisciare
a cercar una rima per non lottare
quelli come me han poca voglia
son no capaci
non han talenti da moltiplicare
han no credenze da tramandare
o da inculcare
da ficcare in gola agli innocenti
ce le hanno no
le credenze
gl’ insegnamenti
e nemmanco cose da cercare
sfanculano i nichilismi
il postmodernismo e il ricominciare
son senza più aforismi
a cui aderire
ci piace solo di semplificare
avendo mai niente da dire
ci manca una vita da una vita
anche una normale piccolina
ci addormentiamo solo ripetendoci che il gin sa di medicina
quelli come me,
vomitiamo ogni sera immaginando un tramonto che ci siam mai fermati a di guardare
per il vino e il resto
la delusione e il tutto
con di fra i denti un sacchetto d’umore marcio
ringhiamo poco
ci puzza l’alito
saccheggiam bellezza ma non la sappiam restituire
abbiam capito tutto
ma non lo sappiamo dire
(come quella sigaretta che teneva in bocca mio padre
quando caricava le valigie e tutto
nella escort maròn, per le vacanze di luglio
che lo impacciava brutto
gli levava una mano
gli dava lentezza nel carico e gli occhi sempre schiusi a evitar ‘l fumo
che mi chiedevo perché
forse vuol no partire
ma adesso la capisco
quella sigaretta
è così che fanno
tutti quelli come me)