ti copio

(per la serie )

ti copio

mett’ i reggiseni verdi
  e gialli
le mutandine co’ le taschine
 mi metto una coperta intorno a la pancia
  in giro per la casa
muovo il mento in su e con le dita penso
 sul mento
balbetto quando mi arrabbio
 muggisco quando mi vengo
su i pantaloni, io
(mica tu)

ti copio

credo che il mondo è buono ed è salvabile
 mangio insalata a colazione
  tengo una borsa verde pronta per uscire
 metto il mascara a tocchi
  mi coloro di marrone gli occhi

ti copio

rispetto mia madre
  onoro mio padre invisibile
  aborro la falsa testimonianza
  non desidero roba d’altri
  (la donna d’altri no che questo comandamento è solo per i maschi)
 cago molto poco e con sforzo
  guido malamente
 mi dimentico la musica
  mi dimentico il cinemo
coso le cose, tutte,
indovino malattie
 azzecco terapie
 certi giorni ho l’umorismo, certi giorni no
e per un po’ metterò la fede a destra
 che a sinistra mi ci si era abituata

cerco che ti copio

(poi ti amo,
magari che sapessi di copiarti su di questo)

messo giù da arsenio bravuomo il 24 ottobre 2007 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“mai avuto un dubbio sulla mia immortalità letteraria: scrivendo son nato, così mi trascinerò fin al forno crematorio. solo, sarò uno postumo, come scrittore, sarò tipo un doposbronza.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

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