certe idee del cazzo
quando son bevuto mi vengon su certe idee del cazzo
tipo arsenizzare “under my umbrella” ella ella
tipo scrivere un raccontino ‘ntitolato
come scopare le tre migliori amiche di mia moglie
(e chiamarle zeta, doppiavu e ipsilon)
tipo fare lo scorbutico con suzukimaruti
tipo guidare a fari accesi nella notte con gli occhiali da sole su
tipo che mi si sveglia la bestia che c’è in me,
che quindi c’è, la bestia,
e io, quindi, nel profondo,
son molto poco simpatico,
molto meno di quello che pensavo di essere.
son piuttosto stronzo invece. e cazzone.
tipo che poi alla fine provo il sentimento brutto
e profondo
della vergogna profonda
dello stomaco che stringe, salta su e rimprovera nero
“ma checcazzo!”
la vergogna giapponese
quasi.
mi dico allora sempre
smetti di bere, ‘rsenio.
(e certo che me lo dico per poco)
(farò che d’ora in poi esco più no di casa
stacco il citofono
me ne bevo di tra i miei muri e me
e rompo no le balle a nessuno)
certo però quando son bevuto
le sigarette girate
mi vengon giù perfette