minchia favetto
ier sera ero al teatro della caduta a far un pezzo nello splendido spettacolo “spegni la luce e cadi” (una roba da andare a vedere ogni martedì, ché ogni volta è diverso e migliora, nelle dinamiche, nelle trovate, nelle atmosfere, grazie oramai a uno zoccolo duro di artisti ottimi e originali).
e va ben’. faccio per andarmi a fumare una sigaretta nella pausa mezza dello spettacolo e incrocio un uno che mi fa riempir la testa di “chi è già questo? chi è già questo?”. mica m’è venuto in mente lì per lì di chiedergli “ma tu sei già…?”.
‘nsomma, era gian luca favetto, quello di a undici metri dalla fine e altri cosi belli.
non è che gli avrei detto robe meravigliose, tendo a comportarmi da supecazzone in casi del genere.
però, porca paletta, almeno gli stringevo la mano.
va ben’.