minchia favetto

(per la serie )

ier sera ero al teatro della caduta a far un pezzo nello splendido spettacolo “spegni la luce e cadi” (una roba da andare a vedere ogni martedì, ché ogni volta è diverso e migliora, nelle dinamiche, nelle trovate, nelle atmosfere, grazie oramai a uno zoccolo duro di artisti ottimi e originali).

e va ben’. faccio per andarmi a fumare una sigaretta nella pausa mezza dello spettacolo e incrocio un uno che mi fa riempir la testa di “chi è già questo? chi è già questo?”. mica m’è venuto in mente lì per lì di chiedergli “ma tu sei già…?”.
‘nsomma, era gian luca favetto, quello di a undici metri dalla fine e altri cosi belli.

non è che gli avrei detto robe meravigliose, tendo a comportarmi da supecazzone in casi del genere.
però, porca paletta, almeno gli stringevo la mano.

va ben’.

messo giù da bravuomo il 30 gennaio 2008 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“s'è un ingrediente che manca, si fa lo stesso. se son due, magari pure. s'è il ghiaccio ce la caviamo. senza gin, no, non è che proprio si possa di chiamarlo negroni.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme