vorrei scriver
ti
una poesia d’amore
che vada per la maggiore
una di quelle che han un sacco di successo
di quelle poi superfamose
tipo che ne fan le storie dei fìlmi,
le trame di romanzi,
i testi di canzoni
pop
tutta quella roba su cui campa moccia, per capirci
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quei che preferisco
quei che preferisco
son certi spostati con un disco fisso
rotto
sempr’a chiedersi se son normali
o meridionali
io non mi lamento
e anni a dar di matto s’ un lettino a pagamento
quei che preferisco
son per la sebocrazia
tiran l’acqua una su quattro
poi van dal benzinaio,
senza macchina,
a comprar dvd al distributore automatico, porno
preferisco quei
che tiran avanti a scrivere
capriole di parole
coi sinonimi di word
che viaggian con un cartello in cartone marrone
con su scritto son’ un guardone
artisti ben amati
impacchettati
infiocchettati
degli occhi belli
dei carapaci e dei fanti di fiori
dei re di picche, la donna nei quadri
e butta giù tutt’il rammarico
del dirci quanto ci manca
francesco tricarico
francesco tricarico
- ciao tesoruccio, le vuoi sentire le mie ultime novità?
- solo se le posso leggere via feed rss.
in attesa di ricevere iLiad per provarlo, marco e giovanna di e-boom m’hanno fatto chicchierare insieme a gianluca diegoli di ebook et similia.
ho detto le mie menate, non c’è dubbio.
volendolo, potreste ascoltare il podcasto di simplicissimus.
cronache del mio libraio perferiterrimo, vagabondo con lo zaino in spalla e scagazzante di per quel paese di là dal mondo che comprende lo yucatan, tra le altre cose…
da seguire con l’infradito.
- mulliera, che mi fai su un sigaretto?
- un sigaretto? una sigaretta vorrai dire.
- no sigaretto, ho detto sigaretto.
- epperché?
- oggi voglio fumar maschile.
carlo (molinaro) lancia un’iniziativa partendo da un ragionamente che condivido parecchio.
eh eh. ih ih.