la tua cosa sa di tònno
ci metto il dito e poi l’annuso
e apprendo un po’ d’abuso
la tua cosa sa di tònno
o fors’è merluzzo
è che confondo sempre il puzzo
ma ci tonno e ci ritonno
(eh eh) Continue Reading »
ci metto il dito e poi l’annuso
e apprendo un po’ d’abuso
la tua cosa sa di tònno
o fors’è merluzzo
è che confondo sempre il puzzo
ma ci tonno e ci ritonno
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i paradòssi no’ ti parano dai dossi
ti guardan su da i fossi
ve ne faccio una sinossi
se guardi il tramonto tu non tramonti
se guardi molti tramonti sei romantico
se sei tremonti mi spiace per te
se vai per i monti sei camminatore
se ti chiami giovannino hai un bel diminutivo
se ti chiami giovannino e sei camminatore
sei un whisky, tipo il johnnie walker
se monti su un dramma no’ sei drammaturga
(sei drammatica e mi fai senso)
se ti monti la testa vuol dire che l’avevi persa
se sei monti eri poeta, vincenzo
(vincenzo io ti ammazzerò sei troppo stupido per vivere)
se monti su facciamo un giro
se monti il carburatore in particolare sei meccanico
se monti le macchine in generale sei maniaco
se perdi la partita sei perdente
se perdi le chiavi sei perditore
se fai le chiavi no’ sei chiavatore
(se scopi sei scopatore)
se spolveri sei mia madre
se spolveri la mia biblioteca rischi alti guai
se rischi guai da me stai pur certo che il male fisico
te lo procuro al tendine di achille
ch’è il punto debole di molte più persone
voi vi crediate
se fai su i muri sei muratore
se pulisci sei pulitore
se orseggi sei orsetto
se orseggi e pulisci sei orsetto lavatore
se sorseggi un sorbetto, buon per te,
se ti licenziano eri lavoratore
se sposi le fidanzate sei sposatore
e marìto e màrtire
se sposi le amiche che te la davano sei scemo
e lo mèriti il martirio
se scrivi su i muri sei teppista
se scrivi su i muri con le bombolette sei graffitaro
se scrivi su i muri coi gessi sei graffitaro rimasto senza bombolette
se scrivi su i muri sgrammaticato sei della lega
se fai i mobili sei falegname
se fai gli immobili no’ sei imfalegname
se m’ami con l’apostrofo, t’amo pur io
se mamy senz’apostrofo è via col vento
se senti la radio sei ’scoltatore
se ascolti la moglie che triglia e scambròlla di parole
sei un sant’uomo
se sei prete nel confessionale sei assolutore
se sei nel confessionale del grande fratello sei
probabilmente cretino
se fai il cinema sei il cineasta
se fai il teatro sei l’attore
se fai il teatrodanza, smettila
se perdi i capelli sarai un calvo
se perdi i peli ti restan i vizi
se il bicchier è finito fattene un altro
se il negroni è per colazione
figuriamoci il pranzo, figuriamoci la cena
se seppellisci i nemici di ricordi sei bravo
se la vedi con la lingua nella gola di un altro
dai di matto
se attribuisci numeri primi ai peli della barba
sei un matto
se sposti la torre in g8
dai di scacco
se non sai le regole,
non giocare
se non sei te che ha’ portato il pallone,
no’ ti lamentare
se sbagli previsione sei economista
se farsi le seghe è un’arte,
son un artista
quel che ha scritto “la solitudine dei numeri primi”, è su radio due con gli spostati.
e scopri che il suo scrittore italiano preferito, o una roba del genere, è ammanniti.
oh-mio-dio.
(poi scopri che manco il titolo del libro è suo. uhm…)
effe herzog ha chiuso il blog. o meglio, ha smesso di scriverci sopra. spero non levi l’archivio. comunque, parlava nell’ultimo suo post di autori plurali sul web.
non è che fuori dal web sia poi molto diverso.
eh eh. sappiatelo.
però non riesce a restarm’ antipatico, uno perché è un fisico, due perché gli piace “lost in translation”.
sukkomanni de’ i di miei calzini ‘rrotolati.
è andato pure lui,
novantenne,
viaggiando di per un qualche
buco nero,
ma non della nostra
memoria
certo.
—
(traduco approx un pezzo di diario di clarke che ho letto su daring fireball
7 settembre. Stanley parecchio felice: “Siamo un forma fantastica.” Ha fatto su un questionario di 100 domande sui nostri astronauti, tipo dormono col pigiama, cosa mangiano di colazione, ecc. […]
3 ottobre. Stanley al telefono, preoccupato per il finale… gli ho dato le mie ultime idee, e una ha fatto scattare subito qualcosa — Bowman regredirà all’infanzia e lo vedremo alla fine come un neonato in orbita. Stanley ha chiamato ancora più tardi, sempre molto entusiasta. Spero non sia un falso ottimismo: mi sento tipo come cautamente incoraggiato.
—
meno male che si sentiva un poco incoraggiato…
giovèdio 13 marzoliero prossimo e venturo riparte il giro dei giravòlti amici di catalano™©®.
incomincia il lui stesso medesimo (guido), ricolmo di novità inedite, poi il 20 vado io con un reading dal titolo “oh! scrittore! lo sei o lo fai?” (sottotitolo, la scrittura è come il maiale: no’ si butta via niente).
poi il 27 è il turno dell’arcibaffuto e andreico roncaglione, per poi concludere questa seconda corsa con l’ottimo mai abbondante filippo sottile.
insomma, venghino signori, venghino, c’è no da acquistar gettoni, ma la scrittura vi farà da autoscontro, sanguinerete dalle gengive per le botte, e portate le monetine e le banconotine per il cappello.
gulp!
tutti a stupirsi che il francesco, di cui, è un bravo cantante e sensibile, soprattutto è sensibile.
ma dov’erano questa gente quando io il 28 agosto 2002 afferrav’ al volo una palletta lanciata dal medesimo dal palco, durante un suo concerto lungo appena dieci pezzi, dentro il tendone del festival della birra di susa, provincia di torino?
(eh eh)