la tua cosa sa di tònno

(per la serie , , )

  ci metto il dito e poi l’annuso
 e apprendo un po’ d’abuso
la tua cosa sa di tònno
o fors’è merluzzo
 è che confondo sempre il puzzo
 ma ci tonno e ci ritonno
(eh eh)
con il dito o con il cazzo
 e dico mai
col cazzo che ci ritorno
nella tua cosa
 bella
  tonnosa
ché tu sei una ballerina
 e in quanto tale tipo di donna mia preferia
 ballerina
come certe scarpe
 bella e secca
  e bassa
come scarpa
 media come altezza femmina
ma con molto seno
  che fa meno ballerina
ma fa molto a me il fatto che
 poi da te
ci torno e ci ritorno
 i giorni pari
 i giorni ìmpari
e anche i giorni che son tutti uguali
  a quello che per la prima volta
 ti misi il dito
zitto zìto
 tutt’intento a ravanare
tutt’intento a far le rime
e claudicare con le dita
 nella ‘cerca della piccola montagnola clita
tu che poi inventi me tanti soprannomi
 tu che mi sopporti a me
  anche per le mie ridondanze
grammaticali

poi no’ ditemi che questa poesia è porno
 no’ mi importa niente
sia pure una poesia porno
 così più di gusto alla faccia vostra puritana
  io io ci torno
e ci ritorno
  di da quelle parti della sua cosa fica mondana

poi un giorno magari pari magari ìmpari
  ci metto su una cosa gialla
ci metto una cosa su, gialla
  così è come la macchina del tempo dolce e caldo e soffice
è come quando ero giovane e solo
  e vivevo solo
così è come che mi sento a casa
   a casa mia
 come quando mangiavo solo
  solo
dallo inizio a fine mese
 mesi pari mesi ìmpari
  scatole e barattoli di
   tonno e maionese

(così per piccina ballerina che tu sia
  la tua cosa è casa mia)

messo giù da arsenio bravuomo il 29 marzo 2008 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“sì, noi siam quei che bevono sopra la media, ma siam anche quei che si guardano per bene negli occhi, brindando, e a forza di farlo finisce che siam capaci, noi, di guardarle negli occhi sempre, le persone.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

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