fumetti o de gregori c’ entrano no

(per la serie )

m’ è cresciuto sulla faccia un brùfolo
 in mezzo di tra il mento e il labbro
‘nferiore

è un coso enorme con la punta gialla
 è glabro e vive in un punto della faccia
 che frequento poco
son superiore
  la gratto quasi mai
  ci son i peli della mosca
ci son i baffi e i labbri
‘nferiori
 e lui, in quanto brufolo è enorme
dentro brulica di vita
 lo sento pulsare
 è tutto giallo
e pelato
 una cupola di sebo grasso
un’associazione a delinquere di stampo forùncolo

ma in questa poesia il problema non è lui
 il pelatone giallo
  testa tonda e senza peli
il problema non è lui, o il fatto che sia comparso sulla mia faccia
 in un punto grattato poco

(
  e un mi’ amico che conosco
  ora ci farebbe su una poesia diversa
  nella quale a un certo punto starebbe per stringerlo semisadico fra due dita
   ma prima di scoppiarlo gli chiederebbe
  a’ pelatone giallo
   ma tu sei kojak?
  (ché non si sa mai)
)

ma dicevo
il problema non è kojak
  (va ben’, l’ho soprannominato così)
il problema è che io ci ho oramai
 i miei trentasett’ anni
 e son ancora qui a lottare con ’sti cosi oleosi
da scoppiar nel trantràn dello specchio la mattina
 con tutto che magari lo fan più no,
 il topexàn

poi per compensare la giornata
rileggo bràni di treno di panna
 e ripens’ al passato
quand’ andrea de carlo scriveva da fame
  (quindi bene)
 io ci avevo i miei quindic’ anni
  (l’età di mio padre il giorno ch’ ha visto la fabbrica prima)
e c’eran quelle sere dopo cena
  quand’io uscivo per strada di tra gli amichetti
mentre lui se n’andava di per il secondo lavoro
  e nel salutarmi guardava in su di la mia faccia unta e a bubboni
 e ghignando m’apostrofava:
 ma dove vai, brufolo bill?

messo giù da bravuomo il 10 aprile 2008 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“il fatto è che tutti noi nasciamo con l'anima, ma la perdiamo presto, intorno ai sei, sette anni. poi solo alcuni, alcuni pochi, passano la vita cercando di recuperarsela. tutti gli altri, fanno senza.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme