we don’t need no elections

(sogno assurdo, pazzesco, surreale, imbecille, tipo post peperonata)

abbiamo no, bisogno di elezioni
e non solo perché all you need is love,
 ma anche perché le votazioni sono un meccanismo anacronistico e superato.

usiamo la rete come sistema per far emergere le personalità che, politicamente parlando, meritano fiducia.
usiamo la rete per generare consenso
 ‘ scovare gente che impariamo a conoscere ogni giorno, nelle pratiche, che se la meritano, se la conquistano la fiducia.
usiamo tutti i meccanismi virtuosi che si sono instaurati oramai nei social networks.

facciamo che fare politica rientri nell’economia del dono: la fai gratis.

no’ abbiamo bisogno di partiti
 no’ abbiamo bisogno di leaders.
partecipiamo alla vita sociale, alle scelte per i nostri quartieri, per la nostra nazione.
 stiamoci dentro, stiamo in contatto, suggeriamo soluzioni.

io ho no bisogno di guru,
di qualcuno che mi indichi la via,
  che riporti in superficie il bambino che è dentro di me
  (anche perché l’ultima volta che il bambino che è in me è tornato fuori, la notte, dormendo, ho pisciato nel letto)

non voglio semidei da adorare. figuriamoci gli dei. dei laici dei religiosi.
non voglio santi in paradiso. non voglio raccomandazioni.

voglio no delegare.

(poi, qui avevo fatto una roba che era troppo una stronzata, l’ho tolta, era troppo una cagata)

messo giù da arsenio bravuomo il 11 apriliero 2008 in ripostiglio, da cui
“sì, noi siam quei che bevono sopra la media, ma siam anche quei che si guardano per bene negli occhi, brindando, e a forza di farlo finisce che siam capaci, noi, di guardarle negli occhi sempre, le persone.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

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