ti guardo le mani
d’avorio e bronzo
che bellissime manine son
le gambe magre e lunghe
gli occhi del colore che ti pare
(ché io gli occhi li guardo no
e me li ricordo mai)
ma comunque
i piedi gentili e profumati di cerfoglio
le ginocchia
rugose il giusto
gli incavi stupendi tutti sparsi per il tuo corpo
l’ascella, la gobba del naso
gli angoli delle orecchie piccole e gustose
ancor più belle delle cime dei tuoi seni
splendidi
ti guardo
oh, se ti guardo,
poi a forza di guardarti
tutte queste tue parti
di cui sei fatta,
che sono tutte una più bella dell’altra,
a forza di
m’accorgo con sgomento che,
se ti guardo tutt’ intera,
com’ a rincollar i pezzi,
ti guardo intiera
e mi sei un cesso di donna
il vostro problema è
che voi pensate che
là fuori
ci sia qualcuno
ci sia un qualcuno, là fuori
che sa qualcosa di speciale
che voi non sapete
lo sa lui e voi no
una sorta di verità segreta
difficile
da disvelare e tutto
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(da un’idea della sciroppata)
bìrrami
che ti ribìrro
birrificami
che il birrificio è di là della strada
come che tipo di birra?
come, cosa non hai la birra rossa?
prendimi ’sta birra birrosa, no?
sei una femmina alla birra
e il tuo amico, lì, l’astemio,
come si chiama,
non mi piace mica
che ci fai?
che birra bevi con lui?
vi versate la birra addosso?
non mi interessa se lui è non beve
sbirrati quel che vuoi con lui,
ma non la john martin’s
birrazza miseria
eccetera
(son birre)
spòsami
che ti risposo
sposificami
che lo sposificio è di là della strada Continue Reading »
cerco
bicimuniti
scimuniti
anarchici e individualisti
fumatori ma poco
scopatori ma saltuari
sognatori di mondi
vestiti di stracci
solitari e misantropi
giornalai annoiati
cantatori stonati
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ròbami
che ti rirobo
robificami
che il robificio è di là della strada
come che roba devi fare?
come, che roba hai no capito?
prendimi la roba e robala, no?
prenditi il tempo di robare
sei una femmina roberrima
e il tuo amico, lì, robo
come si chiama
non mi piace mica
che roba ci fai?
robe? che robe?
mica le robacce?
non mi interessa se lui è robusto
non ci fare le robacce
robazza miseria
che roba mi stai roboando ‘desso?
che roba!
vuoi che ti faccia le robe io?
quella tua roba sa di tonno, ti ricordo
e adesso ho no fame
ma il profumo è sempre buono
robificando di qua, robificando di là
alla fine si son fatte robe turpi
certo, che roba posso chieder di più dalla roba, comesichiama
dalla vita
apparte che poi te non fai le robe con quel robo
son robe
còsami
che ti ricoso
cosificami
che il coseificio è di là della strada
come cosa devi fare?
come, cosa non hai capito?
prendimi il coso e cosalo, no?
prenditi il tempo di cosare
sei una femmina coserrima
e il tuo amico, lì, coso
come si chiama
non mi piace mica
cosa ci fai?
cosa? cosa ci fai?
le cosacce?
non mi interessa se lui è cosacco
non ci fare le cosacce
cosazza miseria
cosa mi stai cosando ‘desso?
cosa?
vuoi che ti cosi io?
la tua cosa sa di tonno, ti ricordo
e adesso ho no fame
ma il profumo è sempre buono
cosando di qua e cosando di là
alla fine si son fatte cose turpi
certo, cosa posso chieder di più dalla cosa
dalla vita
apparte che poi te non cosi con coso
son cose