temo che sono lento

sono lento, tendo alla lentezza. c’era un libro una volta, me lo ricordo, certo che me lo ricordo, elogio della lentezza.
uhm…
ma, quale elogio della lentezza! la scoperta della lentezza.
la scoperta della lentezza, un romanzo di stan nadolny.
ma sono lento, e talmente lento che già non mi ricordo più cosa volevo dire.
volevo dire della mia personale lentezza.
la mia personale lentezza fa sì che io non riesca a star dietro a facebook, a friendfeed, a twitter.
sono robe troppo veloci.
ai feed rss ci riesco, perché come la posta, elettronica dico, i feed vanno alla velocità che voglio io, quando voglio io.
 tutto il resto, i commenti dei blog per dire, certo! i commenti nei blog son un’altra cosa troppo veloce, devi starci dietro continuamente, sono tutti contro uno, sono troppi, tutti commentano, loro sono tanti, tu sei solo, un solo lettore, non fai in tempo a pensare una cosa da dire, una battuta, una cagata, che in tre hanno già commentato sei volte…

che mondo cane.

io volevo solo dire che non ce la faccio.

volevo anche scriver qualcosa della blogfest, del litcamp, del cazzillocamp, del diobonocamp, del vaginacamp, del penienocamp, del sigacamp, ma non ce la faccio. ci metterò del tempo. e quando lo farò, non servirà a nulla, sarà già tutto ‘nutile e dimenticato. sarà già ora del prossimo postillacamp e via di seguito.
dico solo una cosa: in tre giorni non ci siamo mai lavati i denti. mai.

bòn.

mi sa che son uno tagliato fuori.

mi metto a scriver sceneggiature, via.

poscritto: questo post doveva essere pieno di link, ma sono lento, li metterò quando lo so no. per intanto diciamo che i link sono sottintesi.

messo giù da arsenio bravuomo il 17 settembre 2008 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed
“s'era tutti fratelli, tutte le notti, e insonni, e giù che ci chiamavamo un bicchier uno per ciascuno, distanti dappertutto forse, meno che nell'anima bandìta”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

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