cara epsilon, cara ada, a a é i o, a a à a ,
stamane chiedevo alla tua nùnema quand’è che poi faremo tutti i vari corsi principianti e avanzati di teoria e pratica del parto normale (no clinica o piscina o vasca da bagno o in casa o nel bosco o su un taxo o al buio o sotto luci strobo, rosse e gialle o in un teatro o davanti a una webcam in diretta streaming o ascoltando battiato e enya. no, reparto maternità ospedale di ostetricia e ginecologia, semplice).
gliel’ho chiesto perché tutta la mia cognizione sul parto, tutta la mia cultura del parto, tutta la mia partologia, tutto quel che ne so, voglio dire, lo so grazie ai film, a cinema e televisione. Continue Reading »
son malato, niente di grave, febbre, mal di testa, raffreddore, odore di chiuso in casa, insomma, son un po’ malato, poi mi son appena scofanato tutti gli arretrati de “il grande talk” registrati su vhs. ora mi ascolto delle menate per radio, tipo fahreneit, nel senso buono, dico, le menate, con l’acca in mezzo, mi araccomando, fahreneit, dico.
allora siccome son un po’ malato e non è che possa poi sempre star qui a scriver cose nuove, posto questa meravigliosa mail che sofia mi ha mandato qualche giorno fa.
(poi sofia ha un goodgirl nell’indirizzo email, bravaragazza, e io che sarei un goodman, mi sembra che si va d’accordo istintivamente…).
Caro
Il mio nome e Sofia! Io penso che Lei dovrebbe sapere che io dall’Ucraina ed io vivo in
citta sotto nome Kiev!
Abbastanza il grande e la bella citta!
In generale io nascevo in lui ed io vivo su todays!
Ora a me di 26 anni e come Lei probabilmente ha indovinato io ora coltivo e solitario! Quindi ha risultato
che io non potessi incontrare correttamente la persona con cui potrebbe gettare nel destino!
Continue Reading »
mentre scrivo nella mente questo pezzo, pensando che poi lo vengo a scrivere nei tasti, scopro che è il pezzo 501, quissopra, su bravuomo.it, da quando ho messo su wordpress, almeno, il 501, un post che si chiama come un jeans, ho pensato.
è un pezzo semplice: un appunto per dire che oggi fa freddino.
fumavo a la finestra, ché in casa si può no, con indosso due coperte e un vecchio powerbook acceso a cui ho tolto la ventola (come scaldino), e notavo il fumo e il fiato che buttavo fuori, e ho trovato un sistema per distinguere uno dall’altro, ché a vederli sembravan uguali. il fiato era quello che fuori dalla bocca istantaneamente si trasformava in cristalli di ghiaccio e precipitava giù per i miei cinque piani senz’ascensore. il fumo, no, era quello che ci metteva due o tre secondi, a cristallizzarsi.
è che oggi riesco no a scaldarmi. anche se sto in una stanza riscaldata, anche se il vecchio powerbook scalda da ustione, continuo ad aver freddo.
temo che il mio corpo sia passato dal riscaldamento autonomo a quello centralizzato, in condominio con la mi’ mulliera, che in quanto donna gràvida scalda come una stufa a legna di quelle di una volta, e ora ho bisogno di lei più che mai.
(va ben’, parlando di freddo, guardati il trailer di ice age 3, come ti consiglia giavasan)
cara epsilon, cara ada,
poi magari ‘ te ti sembrerà un caso che i computer parlino il linguaggio binario, uno e zero, cumuli di bit scambiati di tra porte usb e firewire, wi-fi e vga, ma se ci pensi il mondo intiero è binario.
prendi il mondo intiero: è binario, giorno, notte. gira, binario. prendi il treno: binario. du’ binari, lunghi lunghi. prendi l’interruttore: è binario, luce, buio. prendi il pane: è binario, pagnotta, affettato. prendi il tè: è binario, caldo, freddo. dolce, amaro. prendi il tram: no, questa è una stronzata. Continue Reading »
e fin qui.
poi forse ti chiederai perché la collana sabotage si chiama così.
forse per questioni etimologiche? o per questioni di musica di potenza? o di affetto e nostalgia?
mah. si sa no con certezza.
son però di abbastanza certo che non abbiam pensato a questo nome con in mente questi.
tu ballavi come una dea
e lo dico non per dire che adesso invece no
ma tu, all’epoca, come ballavi!
come dea e come ragazza
che io spretato senzaddio senza idoli pagani
già t’adoravo
e mi piaceva il tuo odore di sudore
t’odoravo Continue Reading »