pènsoti
8 Ottobre 2008
ti penso caro epsilon, cosa ti credi, anche se ier t’ho scritto no. t’ho pensato e anche adesso ti penso, anche se sei dentro la nùnema e non so che faccia hai, che ti vedo che sei perplesso, lo so che faccia fai, come? ieri non m’ha scritto quello là? lo so, t’immagino la faccia che fai, come ti permetti di chiamarmi quello là?, che non ti ho scritto ma ti volevo di scriverti. basta il pensiero, basta il pensiero? io dico che sì, che basta.
adesso, per dire, se no’ basta, faccio che ti penso doppio.
“non è che vorrei viver per sempre, è che vorrei poter viver il giusto, viver giusto il tempo di buttar giù su un taccuino la brutta copia del racconto cronaca del giorno che son morto.”
maximilien roccam de pasteur, parolàme