cara epsilon
niente, nothing, nada.
metto su amore disperato
sperando ch’a te mai t’accada
d’esser circondata da fanatici in pelle che ti scrutano senza poesia
allora passo ai groove armada
un po’ per sentir my friend
(un po’ per la rima)
e ti comprerei una casa di giada
completa di piscina
ché mi sai di una pistina
che si ròtola
palindroma e pollicina
mi sai d’un torquemada
che mai riposa
che passa e la nebbia si dirada
che libera la strada
dagli inganni del suo tempo
che mi passa sopra il sonno
con il pianto del lamento di portnoy
di letteratura
e di noi
che poi giochiamo
alle scorregge con la mano
alle anime gemelle
alle corse caramelle
alla bianca neve di rugiada
del mattino a crepapelle rider dei lombrichi
di farfalle e dei comici nostri amici di contrada
e sappi
che continuerò lo stesso a metter insieme
questa masnada
di parole
e a leggertele
sin da il giorno ch’uscirai dalla pancia della nùnema
quando ti guarderemo fino d’in dentro a gli occhi
e com’ in punta di sciarada
ti nomerèmo
ada

:)
bimba fortunata!
la direzione invia gioia e abbracci col diffusore.
E’ femminaaaaaa!!!! ah che goduria, così sarà bella come la nùmena.
Non me ne volere, Bravuomo, ma la nùmena l’è più bella!
@gianni grazie. vi baciamo tutti.
@scirop: si scrive nùNeMa :o) – a staser’
(Dì, ma l’unica “casa rosada” che conosco io è il palazzo del governo cileno, dove assediarono e poi ammazzarono Allende… Se fossi in te, non gliela regalerei mica a tua figlia…)
Che bello, una femmina! Vi bacio!
andrea
minchia, vedi che serve aver amici che ne sanno…
ora coreggo! grazie! :D
ciò non toglie che l’è più bElLa.
Prego! Però ora mi vengono gli scrupoli… Forse la casa rosada andava bene lo stesso…
Vabé, machissenefrega. L’importante è che si rotoli, ‘sta pistina. Palindroma e pollicina.
aloa!
viva ada!
bravuomo poi impari le bambole?
Anche se ingiustificatamente in ritardo, auguri poeta!!!
Beh, son contento ch’è ‘na femminuccia, almeno a casa sarai sempre viziato e coccolato, il che non guasta.
Auguri anche alla mamma e complimenti per il nome ;-)
(Mi sembra or’ora doveroso cambiare il nome della rubrica in “Cara Ada”)