venèrdio 30 gennaiolo, prossimo, venturo, dovrei esser puntuale nel farmi trovare appoggiato a una parete del locale nomàto “fattore K sofà cafè“, il sofà lo spostiamo a favore del pubblico, che se c’è, quando c’è, è ben accetto.
affianco alla mia personcina appetitosa, dovrebbe dislocarsi in tutta la sua magnifica beltà baffuta quel manigoldo di sergio di gennaro, incorporato al piano jazz e agli sguardi persi nei soffitti tutti crepe.
va in scena il bravuomo bar, piccolo momento di intrattenimento a base di letteratura, alta, media, bassa, medio-bassa e molto bassa. a volte brutta, dicolo, nonostante noi due, artisti, ci si stagli sullo sfondo anni settanta del locale che è appena stato il set per l’ultimo video di moby, ci si stagli, dicevo, come due belluomini d’una bellezza potente che lèvati.
ne siamo consapevoli: siamo uomini di nicchia, artisti d’angolo, performer appuntiti, a volte fastidiosi, ma possediamo un’alchemica sapienza nel trasformare il vino in parole e note. quasi sempre che ne val la pena.
ah, e presto il bravuomo bar ritorna anche su radio catrame19.
pròsit.
ci ho messo un pezzo, bruttino a dir la verità , dìcola, la verità , bruttino, di là nel blog condominiale di sabotage. condominiale perché è condiviso e si paga in millesimi la pulizia scale. poi però per fortuna si fan no le riunioni di condominio. però si potrebbero anche fare, ché male che vada ci esce fuor un raccontino.
il pezzo si chiama ‘ ne posso più (l’apostrofo all’inizio leva un “non”) e fa così.
certe sere ti servon gli amici
ci son delle certe sere che gli amici ti servon
ed è semplice
anche s’è complicato
m’è che loro dovrebbero esser lì con te
non ci son
ma dovrebbero, Continue Reading »
cercavo il testo di una canzone di federico sirianni e l’ho trovato no.
siccome è una roba di bellezza, allora, mi di permetto di sbobinarlo quissotto:
picchia agosto
(picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto)
(picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto)
sulle cerniere dei sanpietrini
sulle serrande dei magazzini
sulle parole cantate in preghiera dai maghrebini
(picchia agosto)
sulle bottiglie e sopra i cartoni
sui marciapiedi di cocci e lampioni
sopra le angurie lasciate in omaggio alla gang dei piccioni
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(conversazione sentita stamattina tra due bambini di dieci anni):
bambino: io da grande voglio diventare progettista di videogiochi!
bambina: io da grande voglio diventare progettista di vestiti!
uhm…
a casa bravuomo-mulliera-epsilon è già la stagione calda. la muliera ha la pancia a cocomero.
(è che son un tale mattacchione)
visto che la primavera tarda a farsi viva, lo so che è gennaio, mi son svegliato ottimista di oggi, ma si può cominciare un post ed essere già in polemica?, visto che obama è presidente degli stati uniti, perché mai io dovrei smettere di prender posto di su di un palco e legger delle cose che non mi ricordo manco di averle scritte io, ma poi mentre le leggo penso “però, che bella roba è? non posso averla scritta io”, invece poi sì.
va ben’, giovédio questo, quindici gennaiuolo, sarei a “spazzi” in via virle 21 a torino, zona san paolo, bella zona, ampio parcheggio, ampio locale, ottimo per una bicchierata mista insieme.
un tavolino, un bicchier di vino (va ben’, più d’uno) e storie di novenni e di undicenni e di trentaseienni e di vino.
eh eh.
è che son un tale mattacchione.