picchia agosto

cercavo il testo di una canzone di federico sirianni e l’ho trovato no.
siccome è una roba di bellezza, allora, mi di permetto di sbobinarlo quissotto:

picchia agosto

(picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto)
(picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto)

sulle cerniere dei sanpietrini
sulle serrande dei magazzini
sulle parole cantate in preghiera dai maghrebini

(picchia agosto)

sulle bottiglie e sopra i cartoni
sui marciapiedi di cocci e lampioni
sopra le angurie lasciate in omaggio alla gang dei piccioni

(picchia agosto)

sulle panchine degli abbandonati
sulle persiane dei vecchi lasciati
  in compagnia delle radio e dei cristi di legno intarsiati

(picchia agosto)

sopra le angoscie della solitudine dove si sanguina tra chiodo e incudine
dove il liquore è passaggio obbligato per la beatitudine

(picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto)
(picchia agosto) (picchia agosto) (picchia agosto)

sopra le tracce degli smarriti
sopra i deliri degli impazziti
sopra le grida delle nigeriane e dei loro detriti

sopra i manubri delle biciclette
sopra i self chiusi di sigarette
sopra il metallo di sguardi pistole retate e manette

(picchia agosto)

sopra le lacrime e sopra la noia
sopra la vittima, sopra il suo boia
sopra la polvere che si respira, s’affoga e s’ingoia

(picchia agosto)

sui disperati della stazione
sugli alcolisti di professione
sui tossicomani e sulle puttane in età  da pensione

sulle vetrine chiuse per ferie
sopra agli amori finiti in macerie
sopra le liti condominiali e le loro miserie ((picchia agosto))

sopra i furgoni diretti al confine
sopra ogni nuova corona di spine
sopra lo scorrere lento del fiume verso la fine

picchia agosto, picchia agosto, picchia agosto, picchia agosto,
picchia agosto, picchia agosto, picchia agosto

(picchia agosto)(picchia agosto)(picchia agosto)
(picchia agosto)(picchia agosto)

messo giù da bravuomo il 17 gennaio 2009 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed 5 dire
“capisci che è autunno quando vedi le donne depilarsi solo più dal ginocchio in giù (e quando smettono di farlo del tutto, allora è proprio quell'impazzito dell'inverno)”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

5 dire

  1. elisa il 18 gennaio 2009 a le 11:25 dice:

    bellissima!

  2. beppe il 19 gennaio 2009 a le 18:52 dice:

    bella… mi ricorda un po’ ‘pioggia di novembre’ di capossela

  3. arsenio il 19 gennaio 2009 a le 19:27 dice:

    sì, è un’altra canzone piena di sopra

  4. valerio il 19 gennaio 2009 a le 21:13 dice:

    secondo me non è l’unica ispirata a capossela, “alle 7 di sera” mi ricorda certamente “tanco del murazzo”…

  5. catalano il 20 gennaio 2009 a le 18:32 dice:

    parla di santo salvario
    il mio quariere
    è una canzone di potenza

e se propio vuoi, abbi il tuo di dire...

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