certe sere ch’è anormale
certe sere ti servon gli amici
ci son delle certe sere che gli amici ti servon
ed è semplice
anche s’è complicato
m’è che loro dovrebbero esser lì con te
non ci son
ma dovrebbero,
che amici son?
dovrebber esser lì, qui,
a darti conforto
a darti da bere
certe sere
e a metterti su musiche di bevute
e a riempirti di pacche sulle spalle
e a riempirti il bicchiere
certe sere
che senti l’energia che ti sale
che butta di fuori tutto il male
di vivere
di leggere
di scrivere
e ti entra nella gola tutto il buono il bello e l’ottimo
(il tornito)
il culo che passa
la tetta che traballa
l’amica che ti batte sulla spalla
e ti invita a di ballare
e tu ti vuoi tipo ammazzare
di ballo sigarette e bar
ma hai troppa musica nelle ossa
hai da intonacar la fossa
che ti si spezzano
i femori
gli omeri
gli epicòndili
che son poi i gomiti
(pausa lunga)
delle certe volte ci voglion gli amici
lì
pronti e a disposizione
a riempire il bicchiere
a illuminar la sigaretta
a darti le pacche sul sedere
a levarti la fretta
a mettersi in posizione
e invece anche questa volta
c’eri sempre solo tu
stretta alta e nera
amica amica stretta e sola
e piccolina, in fondo in fondo,
col fondo,
piccolina,
bottiglia mia bella e
bardolina

come direbbe strelnik, ché in effetti altro non vien da dire,
“diobhòno bravuomo, diobhòno”
bellissima la pausa lunga