certe sere ch’è anormale

certe sere ti servon gli amici
 ci son delle certe sere che gli amici ti servon
ed è semplice
  anche s’è complicato
m’è che loro dovrebbero esser lì con te
 non ci son
  ma dovrebbero,
che amici son?
  dovrebber esser lì, qui,
a darti conforto
 a darti da bere
certe sere
  e a metterti su musiche di bevute
   e a riempirti di pacche sulle spalle
e a riempirti il bicchiere
certe sere
 che senti l’energia che ti sale
  che butta di fuori tutto il male
di vivere
  di leggere
   di scrivere
e ti entra nella gola tutto il buono il bello e l’ottimo
(il tornito)
  il culo che passa
  la tetta che traballa
   l’amica che ti batte sulla spalla
e ti invita a di ballare
 e tu ti vuoi tipo ammazzare
  di ballo sigarette e bar
ma hai troppa musica nelle ossa
 hai da intonacar la fossa
  che ti si spezzano
 i femori
  gli omeri
gli epicòndili
 che son poi i gomiti

(pausa lunga)

delle certe volte ci voglion gli amici
 lì
 pronti e a disposizione
a riempire il bicchiere
 a illuminar la sigaretta
a darti le pacche sul sedere
 a levarti la fretta
  a mettersi in posizione

e invece anche questa volta
 c’eri sempre solo tu
stretta alta e nera
 amica amica stretta e sola
e piccolina, in fondo in fondo,
  col fondo,
 piccolina,
bottiglia mia bella e
 bardolina

messo giù da bravuomo il 20 gennaio 2009 in ripostiglio e se propio hai da dire fallo da friendfeed 2 dire
“s'era tutti fratelli, tutte le notti, e insonni, e giù che ci chiamavamo un bicchier uno per ciascuno, distanti dappertutto forse, meno che nell'anima bandìta”
maximilien roccam de pasteur, parolàme

2 dire

  1. k il 21 gennaio 2009 a le 18:15 dice:

    come direbbe strelnik, ché in effetti altro non vien da dire,

    “diobhòno bravuomo, diobhòno”

  2. k il 21 gennaio 2009 a le 18:16 dice:

    bellissima la pausa lunga

e se propio vuoi, abbi il tuo di dire...

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