dodici giorni fa abbiam fatto giù una bimba. epsilon ada. processo di riproduzione della discendenza completato. si continua a dormire no. o poco. o a tratti.
tra ieri e oggi e la prossima settimana stiam traslocando nel quartiere più servito di torino. processo di movimentazione cose completato al 55%. grazie agli amici ch’han dato una manona. se non c’eran loro…
fa freddo. tutto si accavalla.
stasera faccio un literature contest a “lo sbarco”, zona san salvario. tutto s’affastella.
contrattempi in ogni dove. e non posso manco dire, potrebbe andare peggio, potrebbe piovere, ché già piove.
però la cosa più importante ora è il trasferimento dell’adsl.
non sappiamo quando avverrà.
se in questi e nei prossimi giorni non ti rispondo alla mail, al commento, a facebook o friendfeed o quant’altro, è che mi stai sul cazzo.
(eh eh)
(disclaimer: questa è una storia vera per davvero)
stanotte, nei venti minuti ch’ho dormito, ho sognato.
ho sognato di parlare con steve jobs. in inglese, of course.
steve jobs era vestito con un gilet bianco ed era molto più alto di me.
io ero in piedi davanti a una lavagna e stavo parlando con un amico di come dovrebbe essere la nuova interfaccia del mac os X e gliela disegnavo. steve jobs si diceva interessato, così io gliel’ho spiegata e disegnata per filo e per segno e lui ad un certo punto, precisamente quando gli ho detto come eliminare i tre bottoni colorati delle finestre e con cosa sostituirli, lui si è emozionato, si è tolto gli occhiali, quasi mi è scoppiato in lacrime, si è stropicciato gli occhi, e mi ha detto:
- you saved my life.
poi io gli ho detto che prevedevo anche di eliminare i menu. e lui tutto contento e curioso mi ha chiesto come, e io gli ho detto:
- guarda se vuoi poi dopo te lo spiego.
così tutto contento è andato via. si è fermato e si è girato solo per dirmi:
- farai un sacco di soldi con quest’idea.
e io ero tutto contento e tutto felice, forse più di lui.
poi mi son accorto di una cosa e l’ho un po’ rincorso per urlargli:
- ehi, ma non mi hai chiesto come mi chiamo!
scendere a compromessi.
mulliera: adesso hai una bimba, non puoi più passare tutto quel tempo davanti al computer!
mulliero: ma come? così, di brutto? fammi almeno smettere gradualmente…
mulliera: va ben’, perché sei te. facciam che tagli dieci feed a settimana.
“le femmine sono tutte delle puzzone” è lo statement più importante, diciamo, una delle due o tre poche cose che il piccolo bastardo del libro lassù a destra, è sicuro di sapere.
io non lo so se è così, se le femmine sono tutte delle puzzone, però da quattro giorni so che le microfemmine lo sono, eh eh (rido). la nostra piccola epsilon ha attaccato a produrre puzze delle più varie. la cosa strana è che mi piacciono tutte. non pensavo.
va ben’. son cose così.
prima di chiudere volevo sapere se potevi comperare il libro lassù a destra. magari non sembra, ma è bello, val la pena! e t’assicuro che il ricavato andrà tutto in pannolini. e se lo comperi via internet ti mando una fotina di epsilon che sembra fantozzi.